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corsaFra le novità, le palestre della salute. Il testo approvato all'unanimità Sport è salute: il concetto, sul quale c'è un'infinita letteratura medica, è entrato a pieno titolo nella nuova legge sullo sport, approvata nei giorni scorsi dal consiglio regionale del Veneto. Fra le novità in cui il legame fra attività fisica e sportiva, e salute, è più evidente, si vede dall'istituzione delle palestre della salute: strutture sottoposte a certificazione, i cui princìpi sono stabiliti nella legge regionale (tra cui, ad esempio, la responsabilità di operatori qualificati), che redigono programmi individuali per soggetti affetti da patologie croniche e per tutti i casi in cui lo sport è considerabile come parte integrante di un percorso terapeutico.

"A nome del movimento sportivo veneto desidero esprimere grande soddisfazione per l'approvazione della nuova legge regionale sullo sport: è stato un percorso lungo, nel quale è stato necessario fare riflessioni approfondite sul ruolo dell'attività sportiva e definirla come strategicamente rilevante per le persone e per il territorio".

Lo afferma Gianfranco Bardelle, presidente del Coni Veneto, alla notizia dell'approvazione della nuova legge regionale sullo sport, avvenuta nei giorni scorsi fra gli ultimi atti prima della conclusione della legislatura.

"Lo sport – aggiunge - non è solo movimento, ma è anche salute, economia, turismo: le opportunità che la pratica sportiva dà alle persone, va ben oltre il semplice gesto atletico e può diventare la chiave per uscire da momenti negativi come l'attuale.

Non mi stancherò mai di dirlo: un euro investito nello sport dà ritorni economici pari a due volte e mezzo, e benefici incalcolabili sulla salute psicofisica dei singoli individui. Non si poteva più continuare a ignorarne la valenza e mi congratulo con le rappresentanze politiche regionali di entrambi gli schieramenti, per avere votato all'unanimità un testo normativo così importante".

Dopo due anni di gestazione, la norma è stata votata favorevolmente da tutti i 47 consiglieri presenti in aula: "Il testo della legge è frutto di un lungo lavoro congiunto fra chi lo sport lo fa (il Coni, le federazioni sportive) e chi lo amministra, e l'impegno profuso per arrivare a un testo organico, che superasse la legge precedente (datata 1992) darà un nuovo corso anche a livello culturale: lo sport ora sarà considerato una delle attività educative principali per la buona crescita dei bambini, per il mantenimento nella salute degli adulti, per la prevenzione nelle patologie degli anziani.

Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo importante obiettivo", conclude Bardelle.

Lo sport in Veneto

I dati più aggiornati risalgono al 2011 e riferiscono di circa due milioni di persone residenti in Veneto che praticano sport (il 41,5 per cento della popolazione), mentre chi pratica un'attività fisica corrisponde a 1,6 milioni (34,5 per cento) e i sedentari sono 1,2 milioni (24 per cento).

"I benefici dello sport sulla salute delle persone – afferma Bardelle – è uno dei concetti che più ci stava a cuore nella stesura del testo legislativo: se pensiamo che grazie allo sport si stima che siano state evitate migliaia di malattie e di decessi (52 mila malattie e 22 mila morti in Italia); che il risparmio sulla spesa sanitaria regionale sia stato altrettanto considerevole (un miliardo e mezzo in Italia), allora diventa più chiaro che il beneficio diventa anche di tipo sociale ed economico. Il Veneto è la terza regione in Italia per numero di persone che praticano un'attività sportiva o fisica: è un buon punto di partenza, ma questo dato va migliorato. Ora con questa nuova legge siamo nelle condizioni di poter "spingere" di più su concetti forti come sport uguale salute".

La nuova legge regionale sullo sport: le novità

La carta etica dello sport veneto: definisce i princìpi ispiratori dell'attività motoria e sportiva nel Veneto, quali il rispetto dei praticanti e dei loro ritmi di crescita, lo spirito di squadra e solidarietà, la lealtà e l'onestà, il rifiuto di utilizzare mezzi illeciti o scorretti.

Lo sport di cittadinanza: viene riconosciuto come sport di cittadinanza tutto quel complesso di attività fisica, sport e attività ricreativa che generalmente si svolge in modo spontaneo in spazi aperti, anche in assenza di specifici impianti.

Il piano pluriennale per lo sport: non inferiore a tre anni, stabilisce gli scenari dell'attività sportiva regionale e le politiche per attuarlo, nonché il fabbisogno finanziario.

La consulta e l'osservatorio regionale: sono due organismi con funzione di consulenza alla Regione in materia di sport e impianti.

Contributi e regolamenti: vengono stabiliti i criteri di assegnazione degli impianti sportivi comunali e le linee guida per i finanziamenti a favore dell'impiantistica, della pratica sportiva, dell'attività nelle scuole, per i disabili, per l'eccellenza e le tradizioni sportive. Previsto l'ampliamento dei possibili soggetti beneficiari dei contributi regionali, sia in materia di impiantistica, sia di pratica sportiva; la promozione di eventi, progetti e campagne promozionali a favore dello sport.

Il piano pluriennale dell'attività antidoping: prevede azioni di prevenzione e sensibilizzazione.

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