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La Commissione Affari Sociali della Camera avvierà giovedì 3 Marzo l'iter delle Proposte di legge sul consenso informato e sul testamento biologico, mentre mercoledì 2 farà il suo esordio la discussione sull'eutanasia in Commissione Giustizia.

Quello che verrà discusso giovedì, è un testo base in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari - DAT (conosciuto anche come testamento biologico), poiché in Italia, nonostante vari tentativi e l'attivazione in alcuni comuni di registri appositi per depositare i testamenti biologici dei cittadini, manca ancora una legge in materia.

La relatrice Donata Lenzi, capogruppo Pd nella stessa commissione, ha spiegato nella sua relazione introduttiva, ai primi di febbraio, i punti qualificanti del testo, su cui gli onorevoli saranno chiamati a pronunciarsi. Questa, non è la prima volta che la Camera affronta il tema, se ne parlò ampiamente anche nei giorni del caso Englaro, nel 2009, e come ha dichiarato la stessa Lenzi, la questione etico-sociale è una delle “più rilevanti, più delicate e complesse tra tutte quelle di competenza della XII Commissione”.

Aspettando di sapere come evolverà la discussione,vediamo, in sintesi, i punti qualitativi del testo di legge presentati nella relazione introduttiva:

Il consenso informato - Si parte dal principio della volontarietà del trattamento, che riflette l'intero sistema dei valori costituzionali. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. Il consenso informato a ogni trattamento sanitario è quindi l'atto fondante dell'alleanza terapeutica, e il medico ha diritto di intervenire in mancanza di questo solo qualora il paziente si trovi in imminente pericolo di vita. Ogni persona capace di intendere e di volere ha il diritto di conoscere i dati sanitari che la riguardano e di esserne informata in modo completo e comprensibile; le informazioni costituiscono un obbligo per il medico. Per i minori e gli interdetti quasi tutte le pdl prevedono che il consenso sia espresso o negato dagli esercenti la potestà parentale, la tutela o l'amministrazione di sostegno. Una Pdl prevede il diritto del paziente al rifiuto, alla rinuncia o all'interruzione dei trattamenti sanitari.

Dichiarazione di volontà anticipata nei trattamenti sanitari – DAT - Le persone maggiorenni capaci di intendere e di volere possono redigere una dichiarazione anticipata di trattamento in cui indicano la propria volontà in merito ai trattamenti sanitari e di cura, inclusa la nutrizione artificiale, che si può rifiutare o a cui si può rinunciare, in previsione di un'eventuale futura perdita irreversibile della propria capacità di intendere e di volere, nonché le eventuali disposizioni relative alla donazione del proprio corpo post-mortem, alla donazione di organi e alle modalità di sepoltura e di assistenza religiosa. L'efficacia di tale dichiarazione produce effetto dal momento in cui interviene lo stato di privazione di capacità decisionale del paziente accertato da un collegio medico e notificata al fiduciario o al tutore o ai parenti. Alcune proposte collegano l'efficacia della dichiarazione anticipata di trattamento all'accertamento che il soggetto in stato vegetativo non è più in grado di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario da parte di un collegio medico. Il medico può disattendere le DAT qualora sussistano motivate e documentabili possibilità di poter altrimenti conseguire ulteriori benefìci per il paziente, in accordo con il soggetto fiduciario e con i familiari del medesimo paziente. In ogni caso il medico non può prendere in considerazione orientamenti volti a cagionare la morte del paziente o comunque in contrasto con le norme giuridiche o la deontologia medica.

Il fiduciario - I testi prevedono l'indicazione nella DAT di un soggetto fiduciario, che si impegna ad agire nell'esclusivo e migliore interesse della persona che lo ha nominato. In caso di contrasto tra fiduciario e parenti, la decisione è assunta dal comitato etico della struttura sanitaria, sentiti i pareri contrastanti. In caso di impossibilità del comitato etico a pervenire a una decisione, si ricorre al giudice. Alcune Pdl prevedono che i registri delle dichiarazioni anticipate siano tenuti presso il Ministero della salute, altre nei comuni.

 

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