Sanità
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medico_pazienteLa risposta operativa del Veneto  alla mobilità dei pazienti in EuropaIl 25 ottobre 2013 entrerà in vigore la direttiva europea che consentirà a tutti i cittadini degli Stati membri di scegliere liberamente dove andarsi a curare.

Farsi trovare pronti dal punto di vista organizzativo, operativo, amministrativo e informativo è l’ambizioso obiettivo di un progetto europeo dal titolo “Honcab” (Hospital Network for Cross Border Healtacare) che, partito dal Veneto ed elaborato dal Centro Regionale per la Progettazione Europea in sanità con sede a Verona, ha via via raccolto l’adesione del Ministero della Salute, delle Regioni Lombardia, Friuli Venezia Giulia, e Piemonte, della Provincia Autonoma di Bolzano e di varie istituzioni sanitarie di Francia, Austria, Slovenia, Grecia, Ungheria, Belgio, Germania e Malta, nonchè l’approvazione ed il relativo finanziamento dell’Unione Europea. Honcab è ora gestito con il coordinamento dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona ed è stato presentato ieri a Borgo Trento, alla presenza dell’assessore regionale alla sanità Luca Coletto, del segretario regionale alla sanità Domenico Mantoan, del dottor Giovanni Nicoletti del Ministero della Salute, del direttore generale dell’Azienda Sandro Caffi e del direttore sanitario Paolo Benetollo. Il Progetto, di un valore complessivo di 1 milione 346 mila euro, costituirà un’ampia rete di strutture sanitarie che metteranno a punto un data base per la raccolta dei dati sui pazienti assistiti provenienti da Paesi diversi da quello di cura, verificheranno in concreto il funzionamento e l’efficienza dei meccanismi di gestione sanitaria e amministrativa, ma soprattutto metteranno a punto un modello assistenziale specifico per pazienti di altri Stati, in particolare per quanto riguarda l’accoglienza. “La sfida della mobilità europea dei pazienti – ha detto Coletto – si gioca sulla qualità, e da questo punto di vista la sanità veneta ha l’obiettivo di fare attrazione con la sua offerta di cure, evitando che nostri cittadini vadano all’estero, ma anche sulla conoscenza e sulla miglior organizzazione, perché le sintonie da trovare a livello europeo sono tante, a cominciare dal sistema di calcolo del rimborso della prestazione dovuta al Paese erogante. La nostra sfida primaria è comunque essere attrattivi e per questo stiamo lavorando già da due anni”. “Per certi versi – ha spiegato Mantoan – il meccanismo da individuare a livello comunitario può essere paragonato a quello della compensazione tra le Regioni per la mobilità extraregionale in Italia. Qui abbiamo raggiunto un accordo con la Tariffa Unica Convenzionale sulla base della quale regoliamo i nostri rapporti, ma in Europa sarà tutto più complicato, perché vi si trovano sistemi sanitari molto diversi, come in Francia e Germania dove funziona il sistema delle mutue. Dobbiamo sperimentare tanto e simulare tanto, ed è quello che sarà fatto con il Progetto Honcab”. La realizzazione di Honcab è partita ieri con un incontro tecnico tra gli esperti delle Regioni coinvolte e del Ministero. La durata del lavoro sarà triennale. Due prestigiose Università come la Bocconi di Milano e l’Università Tecnica di Berlino forniranno consulenza e supervisione scientifica.
Margherita De Nadai

 

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