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Il 24 giugno la prima passeggiata all’aperto coi pazienti cardiopatici e diabetici

Mercoledì 24 giugno, dopo il consueto incontro di educazione sanitaria rivolto ai pazienti cardiopatici e diabetici che si tiene nella sala convegni dell’Ospedale di Noale, verrà promossa la prima camminata all’aperto nel giardino della struttura ospedaliera. Un evento organizzato dal servizio di Cardiologia Riabilitativa e Medicina dello Sport, con la collaborazione di Cuore Amico, assieme al Servizio di Diabetologia ed al Dipartimento Prevenzione dell’Ulss 13. “I dati della letteratura e l’esperienza professionale – spiegano il responsabile della Cardiologia Riabilitativa Franco Giada e la direttrice della Medicina dello Sport Donatella Noventa - suggeriscono l’importanza per i pazienti di alternare, durante il percorso di Cardiologia Riabilitativa, le sedute di training fisico indoor con delle sedute outdoor. Tali sedute, infatti, contribuiscono a: ottimizzare l’aderenza al trattamento (rendendo più divertenti le sedute di allenamento); facilitare i rapporti relazionali tra i pazienti ed il personale sanitario; insegnare ai pazienti l’uso del cardiofrequenzimetro (strumentino indispensabile per eseguire un allenamento efficace e sicuro dal punto di vista cardiologico); costituire esempio di corretto stile di vita per tutti i frequentatori dell’Ospedale”.

In sintesi, come si svolgerà il “training outdoor”:
• La Sede della passeggiata: spazi esterni calpestabili all’interno dell’area ospedaliera di Noale.
 
Durata della singola seduta di training: 45 minuti (ore 9.30 - 10.15): 10’ riscaldamento con esercizi a corpo libero, 30’ camminata, 5’-10’ streatching finale.
 
• Frequenza delle sedute di training: dopo la prima esperienza di mercoledì 24 giugno, proporremo questa iniziativa due mercoledì al mese durante i mesi primaverili ed autunnali. Nel caso di pioggia o tempo avverso, le sedute di training outdoor saranno sostituite dalle normali sedute indoor.
 
• Partecipanti: massimo 16 pazienti tra quelli che attualmente frequentano la Cardiologia Riabilitativa di Noale; l’uscita sostituirà i primi due turni di riabilitazione del mattino; tutti i pazienti saranno monitorizzati con cardiofrequenzimetro. Verranno coinvolti esclusivamente i pazienti considerati idonei a tale attività e che abbiano firmato l’apposito consenso informato.
 
• Accompagnatori: i pazienti verranno guidati ed assistiti da un laureato in scienze motorie ed un infermiere professionale (entrambi con brevetto BLS-D) muniti di zainetto per le urgenze (per il contenuto vedere sotto), zucchero (per i pazienti diabetici), acqua potabile (per tutti) e telefono cellulare (per eventuali chiamate al nostro numero d’emergenza). Il laureato in scienze motorie e l’infermiere professionale assegnati a tale compito saranno quelli che normalmente avrebbero assistito gli stessi pazienti durante il training indoor.
Ottavo Rapporto di monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

E’ stato presentato in questi giorni l’8° Rapporto di monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. I principali dati sulla salute mentale e la disabilità che emergono sono i seguenti: 1 bambino/adolescente su 4 riesce ad accedere alle cure ambulatoriali e alla riabilitazione; 1 su 3 non riesce ad essere ricoverato per mancanza di letti; 1 su 5  viene ricoverato in reparti psichiatrici per adulti; in aumento del 16% gli inserimenti in comunità terapeutiche; stabile la prescrizione di psicofarmaci, tra le più basse in Europa.
I disturbi neuropsichici dell’età evolutiva sono tra i disturbi più diffusi nell’infanzia sebbene siano ancora troppo poco considerati.  Colpiscono 1 bambino/adolescente ogni 5, con disturbi molto diversi tra  loro che vanno dall’autismo all’epilessia, dalla depressione al disturbo del linguaggio, dalla dislessia alla disabilità intellettiva, dalle paralisi cerebrali infantili alle sindromi genetiche rare, dalle malattie neurodegenerative a quelle neuromuscolari e molte altre. Nella maggior parte delle situazioni un trattamento precoce e tempestivo potrebbe modificare la prognosi, eppure meno di 1 bambino/adolescente su 4 riesce ad accedere alle cure ed alla riabilitazione di cui ha necessità nell’ambito dei servizi pubblici di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza: si stima che non siano più di 600.000 gli utenti a fronte di una popolazione complessiva sofferente di circa 3,6 milioni unità. Negli ultimi 10 anni, il numero dei pazienti seguiti dai servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza è quasi raddoppiato (+5% nuove richieste all’anno dal 2004 ad oggi), mentre il numero degli operatori continua a diminuire (-10%). In questo modo ogni utente riceve sempre meno interventi, e le famiglie devono ricorrere sempre di più al privato, con costi rilevanti che in tempi di crisi economica sono sempre meno in grado di sostenere
In aumento appaiono anche gli inserimenti in strutture residenziali terapeutiche, che spesso avvengono lontano dalla residenza dei ragazzi a causa della carenza di strutture, con lunghe attese e difficoltà nel reinserimento nel proprio territorio. Dal 2011 al 2013, l’aumento è stato di più del 10% all’anno. Le criticità esistenti nelle possibilità di risposta dei servizi territoriali e di ricovero e la carenza di strutture diurne rischiano di rendere l’inserimento residenziale l’unica soluzione percorribile. Per quanto riguarda la prescrizione degli psicofarmaci per i bambini e gli adolescenti, non sempre utilizzati in modo appropriato, a differenza che nel resto del mondo occidentale, i dati più recenti per l’Italia evidenziano che non ci sono stati sostanziali cambiamenti negli ultimi anni. Gli ultimi dati sono riferiti al 2011, con una percentuale di prescrizioni nella popolazione 0-17 anni dell’1,0 per mille per gli antidepressivi, 0,7 per mille per gli antipsicotici e 0,2 per mille per i farmaci utilizzati nella terapia dell’ADHD.

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