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Dall’Ulss 12 un vademecum per evitarle

Una luce accesa, un pigiama adeguato, l’eventuale bastone a portata di mano: sono alcune delle attenzioni che possono rendere ancora più sicura, in Ospedale, la degenza delle persone anziane e di quelle con difficoltà di deambulazione, ed evitare il rischio di cadute, specie di notte. Ma molte altre sono le attenzioni che devono avere i degenti e i familiari, in piena collaborazione con il personale sanitario, perché il soggiorno di questi soggetti fragili in Reparto sia sereno e confortevole.
Domande importanti al momento del ricovero. Un nuovo pieghevole, distribuito dall’Ulss 12 nei Reparti degli Ospedali veneziani, ricorda agli utenti anziani e ai loro familiari tutti quegli accorgimenti che, nella fase concitata del ricovero, rischiano di essere trascurati, provocando poi disagio nel degente, nei suoi movimenti, nella sua liberta e sicurezza di movimento. “L’obiettivo di questo piccolo vademecum – spiega la dottoressa Cristina Potì, coordinatrice del progetto – è quello di fare una breve ma importante analisi insieme al degente e ai suoi familiari. Cosa serve alla persona ricoverata per non sentirsi insicura in Ospedale? Se usa normalmente il bastone, o porta gli occhiali, ha a disposizione nella sua stanza questi oggetti importanti, oppure nella fretta sono stati dimenticati a casa? E quanto ai farmaci, la persona ricoverata ha segnalato al personale del Reparto quali farmaci usa abitualmente e gli orari di assunzione? Anche qui, una corretta informazione al personale sanitario è importante, perché dimenticare un farmaco, o prenderlo in orari diversi dal solito, può indurre nel degente disagio o sonnolenza, e questo alla fine aumenta il rischio di cadute”.
Il messaggio che il personale sanitario dell’Ulss 12 dà agli utenti è molto chiaro: una più sicura permanenza in Ospedale passa attraverso la piena collaborazione. Il paziente fragile deve farsi aiutare, se si sente debole, per alzarsi dal letto; deve usare il campanello se ha bisogno, e chiedere aiuto agli infermieri; deve usare la luce se si sposta di notte; deve farsi accompagnare, se non si sente sicuro. E deve segnalare senza imbarazzi se ha calli, ulcere o deformità ai piedi che possano portarlo a cadute: il personale potrà intervenire anche al riguardo. I familiari poi possono contribuire verificando che la persona ricoverata, abbia a portata di mano sul comodino gli oggetti di uso comune, tra cui gli occhiali, il bastone, il cellulare, e perché indossi durante la degenza un abbigliamento adeguato – meglio un pigiama o una tuta di giusta taglia, perché una camicia da notte può aumentare il rischio di inciampare –. Fondamentale che il degente anziano indossi calzature adeguate, cioè pantofole chiuse e antiscivolo, piuttosto che ciabatte. “E’ utile, infine, da parte dei familiari, dedicare qualche momento, nel primo giorno di degenza, per aiutare la persona ricoverata, specie se anziana, a prendere confidenza con la stanza in cui è ospitata. Sembra banale – conclude la dottoressa Potì – ma anche dell’acqua a disposizione sul comodino, infine, può impedire una caduta: non solo perché il degente non deve alzarsi se ha sete, ma anche perché, in generale, bere regolarmente evita la disidratazione che può causare confusione e debolezza nell’anziano ricoverato”.
 

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