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Consumare pesce crudo  è "in" ma puo' diventare "out" se non si osservano alcune norme di conservazione

Mangiare sushi, ostriche e frutti di mare non bolliti, può nascondere delle insidie che l'Ulss 10 di San Donà di Piave, quella del  litorale veneziano, vuole prevenire diffondendo un decalogo di sicurezza elaborato con l'Ulss 1di Belluno.

In montagna, infatti, ci possono essere pericoli simili che si annidano nei cibi cosidetti naturali, quali formaggi di malga o carpacci di carne. La scarsa manipolazione di un alimento se da un lato sembra garantire più genuinità, dall'altro  rende il prodotto molto più facile al deterioramento. Bastano pochi accorgimenti, per consumare in tutta sicurezza e freschezza, questi alimenti ormai diventati "cool" nei menù dei ristoranti più in vista. Regola n.1 : l'assoluta freschezza del prodotto ittico, non è certezza di assenza di pericoli. In secondo luogo va considerato che i molluschi bivalvi concentrano i microorganismi presenti nelle acque marine e lagunari, per cui vanno lavati benissimo. La marinatura è un procedimento che non uccide i microroganismi, nemmeno il succo di limone e neppure vale, come azione disinfettante, accompagnare al piatto di molluschi un bicchiere di vino o di superalcolici. Vietati i cibi crudi ad anziani, bambini, malati e donne in stato interessante. Chi al cibo crudo non sa rinunciare, deve fare attenzione al consumo di prodotti ittici fuori Europa, soprattutto se in paesi a clima caldo. E proprio quando non si puo' farne a meno, è bene  affidarsi a professionisti, sapendo che la sicurezza totale dell'eliminazione di virus e batteri, si ha solo con la cottura a temperatura da ebollizione. Si ricorda inoltre che il pesce destinato alla consumazione a crudo, per disposizione obbligatoria del Ministero della Salute, va congelato prima, come bonfica preventiva, a –20 gradi per almeno 24 ore. Parassiti come l'anisakis, muoiono solo dopo sette giorni di ibernazione a –20 gradi. E il congelatore di casa non raggiunge questi valori polari. Forse a qualcuno abbiamo fatto passare la voglia di cibo crudo, non era nostra intenzione, il decalogo è finalizzato ad un consumo consapevole...

Antonella Prigioni 

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