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michele groppiLa storia di un top player in campo e tra i libri

Diplomato con 100, un pallavolista che parla 7 lingue ottiene una borsa di studio per gli States e si laurea a Stanford con gli onori. Poi vola in Israele per il master che conclude Summa Cum Laude. Ora il dottorato a Londra. La dimostrazione di come il connubio sport-studio sia possibile.

Probabilmente stiamo parlando del figlio che ogni genitore sogna: superlativo negli studi, eccellente nello sport. La storia di Michele Groppi, 27enne genovese trapiantato a Modena, non è certo di quelle che si sentono tutti i giorni. Brillante diplomato in Lingue (ne parla ben 7!), ottiene una borsa di studio per uno dei College più rinomati al mondo, la Stanford University. In California si laurea in Relazioni Internazionali e continua a giocare a pallavolo. "Ho potuto accedere ad un'istruzione di primo livello -racconta Michele- e al tempo stesso giocavo nella squadra universitaria. In America è tutto diverso, un atleta è aiutato, non ostacolato. E quando avevo esami in concomitanza di partite, i professori davano il test al coach: ho sostenuto tre esami in aereo e due in una stanza di albergo. Qui sarebbe impensabile, ma lì nessuno osa copiare, c'è un codice d'onore". Conclusa nel 2009 l'esperienza californiana Michele torna in Italia e gioca in A1 e A2 a Genova e Verona. Poi nel 2011 il ritorno ad Israele, dove aveva già sostenuto due stage prima della laurea, e nel 2012 a Tel Aviv si specializza Summa Cum Laude in Anti-Terrorismo e Sicurezza Nazionale. Dal 2013 è di nuovo in Italia; ha giocato a Reggio Emiliia lo scorsa stagione, e dall'estate scorsa veste la maglia della Tonazzo Padova (squadra prima in classifica e neo-vincitrice della Coppa Italia di A2). Nel frattempo continua gli studi con un dottorato in Studi Della Difesa al King's College di Londra, che grazie ad un accordo gli ha permesso di restare in Italia.
"L'esperienza israeliana è stata sicuramente la più intensa -spiega- nel 2008 ero lì per uno stage e facevo dei sondaggi; mi hanno scambiato per una spia e sono sfuggito alla polizia. Al confine credevano fossi un attivista e sono finito in una specie di prigione, ma per fortuna l'equivoco si è chiarito in fretta. Sono territori pericolosi, ma ricchissimi per tanti aspetti. Sono molto avanzati nella tecnologia, soprattutto a Tel Aviv. Studiare lì mi ha dato davvero tanto. Devo anche ringraziare la mia fidanzata Marta, che da 5 anni sta al mio fianco pazientemente, nonostante la pesante distanza".
Sicuramente Michele Groppi è una mosca bianca, ma è altresì un esempio per molti giovani per conciliare studi e sport.

Marianna Pagliarin

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