Sanità
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Una serie di mediazioni a ribasso, che non consentono di guardare al futuro con una certa logica, hanno fatto prevalere il particolare rispetto all'idea complessiva delle Ulss provinciali

 

Ritornando sulla questione della mancata Ulss provinciale di Venezia il consigliere regionale del PD Bruno Pigozzo fornisce una sua lettura sulle vicende che hanno portato alla 'mezza-riforma' di Zaia.

“La riforma della sanità veneta che poteva passare anche per una razionalizzazione complessiva dell'Area Metropolitana non mette tutti nello stesso piano. Alcuni servizi di area vasta provinciale che potevano essere riorganizzati, con benefici in termini di economia di scala piuttosto che di interconnessione dei servizi tra un territorio e l'altro, sono stati ritardati”.

Quanto accaduto con le nomine dei DG delle Ulss probabilmente fa il paio con quanto successo un paio di mesi fa per quanto riguarda la distribuzione delle funzioni alle nuove provincie e alle ostilità delle forze di maggioranza nei confronti della realizzazione della Città Metropolitana.

Finora “la Regione è stata molto restia ad allargare le maglie. In questi giorni si voterà il nuovo statuto per la Città Metropolitana, intanto si parte con il sindaco Brugnaro che ha fatto un po' di marcia indietro recependo alcune richieste dei territori e dei sindaci. Quindi una partenza azzoppata, che non vede una spinta forte con i sindaci coesi rispetto ad una visione di prospettiva della Città Metropolitana”.

“In questo contesto il fatto che non ci sia stata da subito l'Ulss metropolitana, ma venga ulteriormente rinviata, è un indebolimento che coinvolge vari aspetti”.

Che l'Ulss provinciale non sia stata fatta, quindi, è una conseguenza di cose: “L'indebolimento può derivare dal fatto che ci siano state delle pressioni all'interno delle forze politiche di maggioranza, della lega in particolare, del vice presidente della giunta regionale Forcolin, che nel territorio di San Donà di Piave ha interesse nel voler mantenere l'autonomia dell'Ulss territoriale” si parla di alcune operazioni interne funzionali al territorio “come lo sviluppo dell'Ospedale di Jesolo, o il fatto che da queste dinamiche ne derivi un certo prestigio politico: avere più autonomia sul territorio dà più forza”.

Conclude Pigozzo: “Nel Veneto Orientale si è parlato per anni di creare l'Ospedale Unico con il risultato che non se n’è fatto nulla, questo significa che prevale la logica degli annunci, tanto per sventolare una bandiera, quando poi in realtà non ci sono i presupposti per poter fare andare avanti le idee”.

Intanto le opposizioni PD-Lista Moretti e Veneto Civico hanno chiesto un consiglio straordinario. L'obbiettivo è che Zaia si presenti in aula a dare spiegazioni e che vengano forniti tutta una serie di dati riguardanti le utenze delle varie Ulss, che finora non sono stati messi a disposizione, per valutare le eventuali controproposte.

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