Dopo la dura reazione del Governatore del Veneto, Luca Zaia, a seguito della diffusione dei dati sui ticket sanitari - dai quali emergeva che i veneti pagherebbero una quota più elevata di ticket sanitari del resto dei cittadini italiani - arriva la replica e l'apertura al dialogo da parte di Cittadinanzattiva. "Apprendiamo con piacere - si legge nel sito di Cittadinanzattiva- che il Veneto non contesta più i dati della Corte dei Conti sui ticket sanitari che la nostra Associazione ha diffuso in tv e a mezzo stampa, ma vuole invece spiegare il perché la spesa media pro capite annua dei cittadini veneti per ticket sia la più alta d'Italia".
La Regione Veneto annoverata tra le regioni più virtuose nell'erogazione dei servizi, per la tecnologia e l'organizzazione certamente è d’accordo sulla necessità di abrogare il superticket che è una tassa sulla salute, avendo già presentato un ricorso alla Consulta per le stesse ragioni e che oggi fanno dire a noi cittadini di attivare una mobilitazione nazionale. Tranne che la Regione Veneto non abbia cambiato idea.
Stando alle ultime dichiarazioni del Presidente della Regione la risposta non è affatto scontata, visto che ha affermato:"Non si capisce dunque per l'abolizione di quale ticket i cittadini veneti dovrebbero firmare, visto che la regione non ne applica".
Di questo stiamo parlando: come spiega bene il testo della petizione di Cittadinanzattiva -Aboliamo il #SuperTicket: basta tasse sulla salute!, la misura introdotta dalla legge finanziaria del 2011 ha imposto a tutti i cittadini di pagare un superticket di 10 euro per ogni ricetta rossa. Le Regioni poi hanno trovato strategie diverse per applicarlo. In Veneto l’applicazione è stata imposta su due scaglioni: 5 euro per ogni ricetta rossa applicata a chi ha un reddito fino a 29mila euro e 10 euro per ogni ricetta rossa applicata a chi ha un reddito superiore a 29mila euro, altre regioni hanno fatto scelte diverse con più o meno scaglioni. Che questa misura voglia essere abolita anche in Veneto è confermata ad esempio anche dal sondaggio di un quotidiano locale che vede favorevoli l’89.5% dei cittadini (Gazzettino.it), ma anche dall’esperienza delle persone che si sentono dire che conviene fare la prestazione in privato perché costa meno. Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato si sta mobilitando per questo su tutto il territorio nazionale, per dare risposta alle segnalazioni di cittadini che ogni giorno la contattano perché curarsi diventa sempre più difficile, anche per effetto del superticket.
Ci saremmo aspettati un supporto da parte della Regione nella battaglia per l'abolizione del super ticket, tassa sulla salute, e non che fosse vissuta come contesa o polemica.
Lo studio di numerose fonti istituzionali che poco o per nulla parlano ai cittadini, nonostante siano di loro interesse, confermano in modo più puntuale i tanti altri problemi che vivono tutti giorni le persone che hanno bisogno di cure.
Sul Veneto, per esempio, per parlare di alcuni ambiti di cui ci stiamo occupando recentemente, abbiamo rilevato che sul fronte prevenzione, pur essendo adempiente, c'è stata una flessione che merita un intervento urgente.
Stando agli ultimi dati pubblici e più aggiornati del Ministero della salute (dati inviati al Ministero dalle stesse Regioni), sul Livello Essenziale di Assistenza Prevenzione, tra il 2012 e il 2013 il Veneto ha perso 10 punti, passando da un punteggio di 90 a 80, cioè il livello minimo da garantire.
Questo le ha fatto perdere punti anche sul punteggio generale che ogni anno il Ministero della salute attribuisce alle Regioni (sulla base dei dati che le regioni stesse inviano) sulla loro capacità di garantire tutte le prestazioni e i servizi essenziali ai cittadini. Il Veneto è passato da 193 nel 2012 a 190 nel 2013, spostandosi dalla terza alla quinta posizione da un anno all'altro tra le 16 regioni monitorate. Altro esempio di ambiti da migliorare è il pieno rispetto della normativa nazionale sul superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, per il quale di recente la Regione Veneto, insieme ad altre, è stata commissariata dal Governo.
Cittadinanzattiva è una organizzazione che da oltre 35 anni promuove la partecipazione dei cittadini per tutelare i beni comuni e migliorare l'organizzazione dei servizi, la sua attività è stata insignita della medaglia d'oro al merito della sanità pubblica. Denuncia di violazioni di diritti e valorizzazione delle buone pratiche per il miglioramento dei servizi sono pane quotidiano per la nostra organizzazione. Abbiamo di recente premiato buone pratiche messe in atto in Veneto e apprezzato la difesa che ha portato avanti per il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale. Su questo ultimo punto sarebbe interessante sapere quale è stato la posizione formale espressa dalla regione Veneto rispetto all' Intesa Stato Regioni di febbraio scorso che ha deciso di far pagare al Servizio Sanitario Nazionale un conto salatissimo: otto miliardi e mezzo prelevati dalla salute dei cittadini per mettere a posto i conti generali dello Stato.
Siamo disponibili al dialogo e alla collaborazione con tutti gli amministratori e le istituzioni che vogliano mettere mano ai servizi di cui hanno responsabilità per renderli più razionali ed umani, a partire dai bisogni e dalle criticità che tutte le persone incontrano.
Le dichiarazioni del Governatore Zaia del 7/05 :
“Nessuno contesta che la quota di compartecipazione media italiana alla spesa sanitaria sia di 47 euro contro i 61,7 del Veneto (dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze). Ma Cittadinanza Attiva - Tribunale del Malato commette numerosi ed elementari errori nella lettura dei dati (elaborati dal Mef e non da loro) e omette faziosamente di indicarne le reali motivazioni. Siccome ci si fa vanto della parola ‘cittadino’, vorremmo aiutare tutti - compresa Cittadinanza Attiva - a capire che il dato dei 61,7 euro attiene - ma non è una novità - alla virtù e alle buone pratiche della Regione Veneto e non a una volontà di mettere le mani nelle tasche dei contribuenti, come dimostra il fatto che siamo gli unici a non aver applicato nessuna addizionale Irpef oltre quella che ci impone lo Stato. Vorrei spiegarlo con chiarezza, in modo definitivo ai cittadini e in modo didascalico particolarmente a Cittadinanza Attiva”.
“Spero che dal seguente decalogo, comprensibile anche a chi non sa nulla di sanità – prosegue il Presidente – risulti chiaro che Cittadinanza Attiva ha completamente sbagliato bersaglio e ha studiato poco:
1) il cosiddetto superticket da 10 euro su ogni ricetta rossa fu introdotto dal governo Monti per compensare i tagli al Fondo sanitario nazionale;
2) la quota di 10 euro è fissa, cioè indipendente dal numero di prestazioni prescritte dal medico;
3) la Regione Veneto ha ridotto della metà (5 euro) il superticket per i redditi fino a 29 mila euro;
4) la Regione Veneto ha presentato ricorso contro l’introduzione del superticket. Il ricorso è stato respinto;
5) alcune Regioni hanno nel frattempo introdotto ticket regionali sulle prestazioni, in aggiunta a quelli nazionali;
6) la Regione del Veneto non ha mai introdotto ticket aggiuntivi;
7) accade che in numerose Regioni il combinato disposto di ticket nazionali + ticket aggiuntivi regionali + superticket sulla ricetta rossa renda in molti casi più conveniente per l’assistito ricorrere alle prestazioni delle strutture private;
8) affinché sia chiaro una volta per tutte: la prestazione sanitaria erogata dai privati risulta in molte Regioni meno costosa del carico di ticket che lo Stato addossa all’assistito. Un po' come nel caso dei prodotti petroliferi dove nel prezzo alla pompa la componente fiscale supera il costo industriale. Esemplificando ulteriormente. Sul prezzo della benzina, come detto, incidono molte tasse nazionali e le Regioni possono imporre accise aggiuntive. Il Veneto non ne mette (come non ha mai messo ticket sulla sanità), ma risulta essere la Regione che spende di più in carburanti. Ciò non significa che il Veneto fa pagare la benzina più cara, ma semplicemente che il Veneto ‘corre’ di più in auto o in camion, banalmente perché si lavora e si produce di più. Quindi per un motivo virtuoso, non perché si tassa. Esattamente come in sanità;
9) questo eccesso di ticket ha determinato in molte Regioni una vera e propria fuga dal pubblico, con conseguente minore introito e, di conseguenza, abbassamento della quota pro capite citata impropriamente da Cittadinanza Attiva;
10) in Veneto la Regione effettua, anche sulla base dell’ottima collaborazione con la Guardia di Finanza e della Corte dei Conti, efficaci e pervasivi controlli sul pagamento dei ticket e sulle certificazioni delle esenzioni per patologia e reddito, cosa che non avviene in altre Regioni, altro elemento che incide sull’abbassamento della compartecipazione pro capite in altre Regioni”.
“Non si capisce dunque per l’abolizione di quale ticket i cittadini veneti dovrebbero firmare, visto che la Regione non ne applica – conclude il Presidente del Veneto –. E spiace che le spiegazioni da me fornite nello studio tv e all’esterno all’esponente di Cittadinanza Attiva - Tribunale del Malato non siano state affatto prese in considerazione. A questo punto invito l’organizzazione a farsi trovare la prossima volta più preparata, se vuole attivare una contesa meno sgangherata col sottoscritto e con la Regione. Ma soprattutto sia chiaro che se si vuole fare polemica politica con false informazioni sulla pelle dei cittadini, resterò loro col fiato sul collo”.