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"Non ho paura di morire, è un compito biologico di ogni essere vivente, per lasciare spazio a nuove generazioni. Da medico mi appassionano gli studi sulla longevità ma il nostro vero obiettivo deve essere non solo vivere più a lungo, ma godere del tempo guadagnato, in uno stato di salute che consenta una vita attiva del corpo e soprattutto della mente" Umberto Veronesi.

E' scomparso ieri sera, a 90 anni, il Professore Umberto Veronesi, tantissimi i messaggi di cordoglio da personalità e gente comune che si uniscono a quello della Fondazione Veronesi che ora, con maggiore determinazione, porterà avanti i grandi obiettivi per la lotta contro i tumori per i quali il Professor Veronesi ha dedicato una vita. Migliorare la qualità della vita delle persone, promuovere la pace, sostenere una ricerca etica. Questi i principi che ci ha trasmesso l'oncologo Umberto Veronesi in questi anni. Non parole, quindi, ma valori trasformati in azione: questa la strada che la Fondazione continuerà a seguire per migliorare la qualità della vita delle persone e sostenere la ricerca.

“Siamo tutti profondamente colpiti da questa dolorosissima perdita- si legge sulla pagina Facebook della Fondazione-. Il Professore non aveva paura della morte, considerandola un evento naturale della vita. Da persona illuminata e fiduciosa nel futuro, ha voluto che la Fondazione continuasse a porsi grandi obiettivi da raggiungere. Lavorando al suo fianco abbiamo fatto nostri i suoi principi e i suoi obiettivi: sostenere la ricerca all’avanguardia, diffondere la cultura scientifica, promuovere la prevenzione, migliorare la qualità della vita delle persone e difendere l’etica, anche precorrendo i tempi e contestando convenzioni dominanti. Continueremo le attività nate da una mente eccelsa, con ancora maggiore determinazione. La stessa determinazione che il Professore è stato capace di trasmetterci giorno dopo giorno”.

Umberto Veronesi è stato una figura di riferimento per la lotta ai tumori e la cultura scientifica internazionale. Artefice e ispiratore della Fondazione che dal 2003 porta il suo nome, più di ogni altro ha dato impulso e innovazione alla ricerca medica italiana e ha rivoluzionato la percezione della malattia oncologica, dando in particolare modo un grande aiuto alle donne per la prevenzione e la cura del tumore al seno.

Fra i primi e più convinti sostenitori della lotta al dolore, del diritto all’autodeterminazione del paziente e dell’alleanza terapeutica fra medico e assistito. Si batte per i diritti dei non fumatori e anticipa la necessità di quella che nel 2003 diventa una delle legislazioni antifumo più avanzata al mondo. Condivide pubblicamente la scelta vegetariana e promuove la riduzione del consumo di carne per la tutela della salute e dell’ambiente. Prende posizione nel dibattito su alcuni temi importanti di interesse comune, a favore delle disposizioni anticipate di trattamento sul fine vita, del diritto all’eutanasia, contro le norme sulla procreazione medicalmente assistita da lui considerate “antiscientifiche”; si esprime a favore del disarmo e contro le spese militari, a favore delle unioni civili fra coppie dello stesso sesso, della depenalizzazione dell’uso di droga, contro la pena di morte e a favore dell’abolizione dell’ergastolo.

Nato il 28 novembre 1925 a Milano, studia medicina e decide di dedicarsi allo studio e alla cura del cancro, malattia all’epoca incurabile nella gran parte dei casi. Dopo la laurea e alcune esperienze in Gran Bretagna e in Francia, nel 1951 entra come volontario all’Istituto nazionale dei tumori di Milano e ne diventa Direttore Scientifico nel 1976. Dal 1994 al 2014 è Direttore Scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, da lui fondato nel 1991, poi Direttore Scientifico Emerito. Dal 2000 al 2001 ricopre l’incarico di Ministro della Sanità della Repubblica Italiana e dal 2008 al febbraio 2011 è Senatore del Parlamento Italiano nella XVI Legislatura.

Nel 2003 dà vita alla Fondazione Umberto Veronesi per il progresso delle scienze, con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica, divulgarne i principi e diffondere una corretta cultura della prevenzione. Con la sua Fondazione persegue il confronto multidisciplinare e internazionale sui grandi temi che interessano l’umanità intera, il futuro della scienza, la pace, i diritti della persona, il progresso sostenibile.

Il contributo dato alla scienza nel corso della vita di Umberto Veronesi è stato riconosciuto con quattordici lauree Honoris-Causa in medicina internazionali, la più recente dal King’s College di Londra nel 2011. In Italia gli sono state conferite cinque lauree Honoris-Causa, due dall’Università degli Studi di Milano, in Biotecnologie Mediche e in Fisica. Riceve numerosi premi e riconoscimenti internazionali, fra i quali, nel 2003, dall’Arabia Saudita il prestigioso King Faisal International Prize award.

A Umberto Veronesi si deve in particolare l’impulso fondamentale alla chirurgia conservativa per il più diffuso fra i tumori femminili, il tumore del seno. Nel 1973 inizia uno studio pioneristico per dimostrare che i tumori di piccole dimensioni possono essere asportati con una tecnica che risparmia la rimozione totale della mammella, la quadrantectomia. Nel 1981 i dati preliminari vengono pubblicati sul prestigioso New England Journal of Medicine e il New York Times riprende la notizia in prima pagina. Inizia così l’evoluzione di pensiero oggi acquisita da ogni chirurgo, che porta a risparmiare mutilazioni non necessarie alle donne con tumore al seno: dalla massima terapia tollerabile alla minima terapia efficace.

Seguendo gli stessi principi studia e promuove tecniche innovative come la biopsia del linfonodo sentinella, per evitare la dissezione ascellare quando possibile, e la radioterapia intraoperatoria in una sola seduta durante l’intervento di rimozione. Si dedica alla prevenzione del tumore del seno con importanti studi sui retinoidi e il tamoxifene. Pubblica oltre 800 lavori scientifici e 12 trattati di oncologia.

Contribuisce alla nascita dell’AIRC (1965), fonda il Gruppo Internazionale sul Melanoma (1970) e la Scuola Europea di Oncologia (1982). Guida per 15 anni Progetto Finalizzato del CNR sul Controllo delle Malattie Tumorali. Negli anni partecipa a importanti organizzazioni sovranazionali, fra le altre presiede l’Unione Internazionale contro il Cancro, l’Organizzazione Europea per le Ricerche sui Tumori (EORTC), la Federation of European Cancer Societies (FECS), il Committee of Cancer Expert della Commissione Europea e conduce il programma di lotta ai tumori “Europa contro il cancro”.

Nel corso della sua lunga attività di medico e scienziato segue il motto con cui fu attivato, nel 1973 all’Istituto nazionale dei tumori di Milano, il primo comitato etico indipendente in Italia: “tutto è concesso all'uso della scienza per l'uomo, tutto è negato all'uso dell'uomo per la scienza".

Tanti i ricordi delle persone che hanno avuto il privilegio di incontrarlo, eccone una selezione:

Mario Calabresi (direttore La Repubblica):

È mancato Umberto Veronesi un grande medico e un grande italiano

Maria Elena Boschi (Ministro per le Riforme):

Addio a Umberto Veronesi. Il coraggio al servizio degli uomini e delle donne, con intelligenza e garbo

Beppe Sala (Sindaco di Milano):

Milano e l'Italia piangono Umberto Veronesi. Medico, scienziato e uomo dalla forte passione civica. Sta a tutti ora continuare la sua strada

Roberto Saviano (giornalista):

Grazie a Veronesi per la visione del mondo che ci lascia in eredità. Per le posizioni mai comode, per il coraggio e la lucidità di sempre

Matteo Renzi (Presidente del Consiglio):

Ricordo Umberto Veronesi, un grande italiano

Carlotta Sami (direttore comunicazione UNHCR):

Un uomo eccezionale, un faro per l’Italia. Una grande perdita che ci lascia davvero più fragili; speriamo altri sappiano raccogliere il suo testimone con altrettanta forza e libertà di spirito

Laura Boldrini (Presidente della Camera dei Deputati):

Anche grazie a lui non parliamo più di male incurabile. Umberto Veronesi ha saputo dare a tanti uomini e donne nuove speranze di vita

Mario Melazzini (presidente AIFA):

L'attenzione al paziente, l'umanizzazione delle terapie, la fiducia nel metodo scientifico e la capacità di guardare sempre al futuro con fiducia e razionalità sono valori che Veronesi ha trasmesso alla comunità scientifica italiana e internazionale e che oggi sono un patrimonio del Sistema Sanitario Nazionale e del mondo della ricerca

Carmine Pinto (presidente AIOM):

Un grande uomo di scienza che ha contribuito in maniera decisiva alla crescita dell’oncologia non solo italiana. Il Professor Umberto Veronesi lascia un’immensa eredità. Fu uno dei primi a dare importanza alla qualità di vita dei pazienti oncologici, che oggi rappresenta uno dei parametri essenziali per valutare l’efficacia delle terapie. E fu uno dei primi a occuparsi di prevenzione e corretti stili di vita, oggi considerati l’arma fondamentale nella lotta contro il cancro

Beatrice Lorenzin (Ministro della Salute):

Addio a Umberto Veronesi. Grande scienziato, uomo di valore, ha insegnato alle donne come vincere e difendersi dal cancro

Pietro Grasso (Presidente del Senato della Repubblica):

Una vita dedicata alla lotta contro i tumori, un grande medico e un uomo libero. Ci mancheranno la scienza e le riflessioni di Veronesi

Enrique Hausermann (presidente Assogenerici):

Se ne va un visionario, che ha saputo intuire nuovi orizzonti per la medicina, additando sempre l’uomo, la persona umana, come paradigma e misura di ogni progresso scientifico. Mi piace ricordare un passaggio della sua introduzione al libro pubblicato nel 2011 per raccontare i dieci anni dei medicinali equivalenti in Italia. "La sanità della nostra epoca, con la continua e tumultuosa introduzione di alte tecnologie e di farmaci dalla ricerca costosissima, rischia di essere sempre in deficit. Per questo ogni possibilità di risparmio è strategica per continuare a corrispondere a tutti le cure essenziali. Io penso che ogni risparmio che non sia conflittuale con il diritto alle cure sia da incentivare e sostenere. E che i professionisti sanitari, che di solito non amano pensare da manager, debbano considerare come nuovo dovere etico anche l’allocazione delle risorse, vale a dire come impiegare i quattrini di tutti’"

 

 

 

 

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