Sanità
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Ufficializzata ieri la nomina del Professor Giuseppe Opocher a Direttore Scientifico dello Iov. Zaia: “Una scelta che dà all’Istituto Oncologico Veneto la continuità nella qualità. Complimenti e buon lavoro al Professor Opocher”.

“La storia professionale, scientifica e accademica di Opocher parla da sé e testimonia di un uomo che ha dato tanto all’oncologia veneta, nazionale e internazionale e di un grande esperto che saprà incentivare ulteriormente la crescita di una struttura che già oggi, pur dovendo competere con realtà storiche, si è ritagliata un riconosciuto spazio nell’eccellenza oncologica nazionale”.

Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta la nomina del Professor Giuseppe Opocher.

E aggiunge: “nella lotta al tumore alcune sfide sono già state vinte, altre le stiamo vincendo, altre ancora le stiamo combattendo. Con Centri come lo IOV e uomini come Opocher i malati veneti possono avere la certezza che per guarirli in veneto si fa tutto nel migliore dei modi, con le migliori tecnologie e con i migliori specialisti e ricercatori”.

Giuseppe Opocher ha 65 anni; è sposato da 40 anni con Paola Fontana, ha tre figli e quattro nipoti.

Si è formato alla scuola del Prof. Mario Austoni, per molti anni ha lavorato con il Prof. Mantero contribuendo allo sviluppo dello studio della patologia surrenalica in Italia. Assistant Professor presso l'Università di California di San Francisco con il Prof. E. G. Biglieri nel 1986, collabora da diversi anni con il Prof. Hartmut Neumann di Friburgo e con la Prof. Mercedes Robledo, del CNIO di Madrid: insieme a loro ha approfondito molti aspetti, genetici e clinici del feocromoctima/paraganglioma, contribuendo alla scoperta del gene TMEM127 e MAX.

Opocher è arrivato allo IOV nel 2008; al Busonera ha fondato e diretto l'Unità per i Tumori Ereditari e Endocrinologia Oncologica. Nel 2013 era stato nominato Direttore Scientifico facente funzione. Da allora l’Istituto di via Gattamelata ha visto costantemente incrementare il finanziamento ministeriale per la Ricerca Corrente, che premia parametri quali produttività scientifica, sperimentazioni cliniche e qualità assistenziale. Nel 2015, in particolare, per la prima volta il contributo ha abbattuto il muro dei 3 milioni di euro (3.195.361,35) con un balzo del 20 per cento sull’anno precedente, collocando l’IRCCS padovano ai vertici nazionali della produttività scientifica. Un andamento in controtendenza rispetto a quanto fatto registrare anche da Istituti più grandi e antichi dello IOV, che punta a consolidare il trend con il potenziamento delle infrastrutture dedicate alla ricerca.

 

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