Sanità
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federanisapLe istituzioni ambulatoriali private giudicano lesivo il provvedimentoFederanisap, l'Associazione nazionale delle Istituzioni sanitarie ambulatoriali private, ricorre al Tar contro il Ministero della Salute in merito ai nuovi servizi concessi alle farmacie dai decreti ministeriali del dicembre scorso.

 

La normativa consente infatti ai titolari di farmacie di effettuare prestazioni sanitarie come il test del colesterolo, delle urine e della glicemia, nonché di erogare trattamenti di infermieri e fisioterapisti. Il ricorso presentato lo scorso 6 maggio al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, cui si è unita anche l'Anisap del Veneto, giudica questi provvedimenti “ gravemente lesivi e penalizzanti per la categoria”. Il disappunto è espresso chiaramente nelle motivazioni della richiesta di sospensiva: “Si consente alle farmacie di erogare una serie di prestazioni sanitarie che, seppur formalmente appaiono inserite nel concetto di “autodiagnostica”, sono di fatto demandate al farmacista, con l’ausilio di un Operatore Sanitario, che può erogarle a condizioni palesemente più favorevoli ed assolutamente prive di controllo da parte degli Organi Regionali, normativamente preposti alla vigilanza, alla programmazione ed al monitoraggio delle prestazioni sanitarie”. Federanisap non solo denuncia quella che considera una discriminazione a suo sfavore ma afferma che vi sia una contraddizione di fondo: mentre numerose amministrazioni regionali sono orientate verso un restringimento dell'attività delle istituzioni sanitarie ambulatoriali private, il Governo decide di allargare queste prestazioni a vantaggio delle farmacie. Il ricorso depositato al Tar si avvale del parere del professor Mario Plebani, professore ordinario di Biochimica Clinica all'Università di Padova, e chiama direttamente in causa i rischi che il decreto comporterebbe: “Si autorizzano – è scritto nel documento - circa 17.796 farmacie a divenire, in sostanza, poliambulatori, mercificando le prestazioni sanitarie rese in favore degli utenti, alla stessa stregua della distribuzione commerciale, che ovviamente soggiace a regole e logiche del tutto differenti da quelle preposte al controllo della salute”. Per il Veneto e le altre regioni 'virtuose', secondo Federanisap non c'è “necessità di estendere le prestazioni sanitarie alle farmacie, ed anzi ciò comporta una regressione dell’eccellenza raggiunta”.
Paola Vescovi

 

Leggi il parere del prof. Plebani

 

Leggi il parere dell'assessore regionale Luca Coletto

 

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