Sanità
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Le regioni Marche, Veneto, Trentino Alto Adige occupano i primi tre posti sia per i maschi che per le femmine, Treviso guida entrambe le classifiche maschile e femminile. All’ultimo posto la Campania. Ancora evidente la disparità tra nord e sud

E’ stato presentato nei giorni scorsi da Nebo Ricerche PA il Rapporto annuale sulla mortalità evitabile - MEV(i), l’unica ricerca indipendente autofinanziata che offre ogni anno alle Autorità sanitarie nazionali, regionali e locali cruscotti di valutazione quantitativa per contrastare le morti in età 0-75 anni secondo le migliori indicazioni della letteratura scientifica di settore.
I giorni di vita perduti pro-capite per mortalità evitabile disegnano le classifiche territoriali 2017 dell’ultimo Rapporto MEV(i): le regioni Marche, Veneto, Trentino Alto Adige occupano i primi tre posti sia per i maschi che per le femmine, la Campania l’ultimo; a livello provinciale, Treviso guida entrambe le classifiche maschile e femminile, seguita da Firenze e Ascoli Piceno nella prima, da Prato e Vicenza nella seconda; all’altro capo Napoli, con due province sarde (Medio Campidano e Nuoro) nel caso dei maschi e con Caserta ed Enna nel caso delle femmine.
Il Rapporto elabora le classifiche anche adottando la metodologia Eurostat (cfr lo Speciale MEV(i) Eurostat 2016), cioè individuando i decessi evitabili a seconda che siano “trattabili” o “prevenibili” o entrambi. Ciò consente di cogliere ulteriori evidenze: in particolare, nel caso delle cause di morte trattabili, vale a dire quelle maggiormente legate alle cure sanitarie, risulta evidente una profonda disparità nord-sud che vede penalizzate quasi esclusivamente province meridionali soprattutto in Campania, Calabria e Sicilia.
Una ulteriore novità è la classifica delle 14 Città metropolitane, la prima delle quali è Firenze, seguita da Milano. Sia per la classifica generale maschile che per quella femminile le Città metropolitane del centro-nord si collocano nella prima metà, con l’eccezione di Roma, mentre quelle meridionali sono dislocate nella seconda metà della classifica generale, con l’eccezione di Bari.
Il Rapporto MEV(i) è elaborato a partire dai dati riferiti all’anno 2014 appositamente resi disponibili dall’Istat. Gli Autori stimano in circa 103.600 le morti evitabili di persone sotto ai 75 anni avvenute in Italia nel corso del 2014, di cui 66.300 maschi e 37.300 femmine. Si tratta in larga parte di decessi che potrebbero essere efficacemente contrastati grazie a una maggiore attenzione agli stili di vita, perché per lo più legati ad alimentazione, fumo, alcol. A queste morti (circa 53.000, di cui tre quarti maschi) si aggiungono quelle che potrebbero essere evitate con diagnosi tempestive e adeguata terapia, che riguardano soprattutto le donne (oltre 11.500 casi femminili prevalentemente legati a tumori di mammella e utero) e ad altri interventi di sanità pubblica. Uno specifico focus sull’andamento nel quinquennio 2010-2014 mostra una generale diminuzione della mortalità evitabile, pur con qualche rilevante differenza nella dinamica e nella dimensione del fenomeno fra le regioni.
Per leggere il rapporto completo clicca qui. http://www.mortalitaevitabile.it/

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