Sanità
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Definanziamento pubblico, caos sanità integrativa, sprechi e dubbi sulla sostenibilità dei nuovi LEA: alla 12a Conferenza Nazionale, tenutasi il 3 marzo a Bologna, la Fondazione Gimbe ha chiamato a raccolta la politica, perché senza un preciso piano di salvataggio i cittadini italiani rischiano di perdere la loro più grande conquista sociale: il Sistema Sanitario Nazionale.

Alla 12a Conferenza Nazionale GIMBE dedicata alla “Sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale” , di fronte a oltre 600 partecipanti, il Presidente Nino Cartabellotta ha esordito affermando che «non esiste alcun piano occulto di smantellamento del servizio sanitario nazionale, ma nemmeno un programma esplicito per difendere un modello equo e universalistico di sanità pubblica da consegnare alle future generazioni».

Quattro le criticità di sistema identificate dalla Fondazione GIMBE, che richiedono un programma politico ben preciso finalizzato a salvare il Servizio Sanitario Nazionale: «Il finanziamento pubblico del SSN – ha dichiarato il Presidente – tra tagli e mancati aumenti dal 2010 ha lasciato per strada oltre € 35 miliardi, facendo retrocedere l’Italia sempre più nel confronto con i paesi dell’OCSE, quelli europei e del G7, tra i quali siamo fanalino di coda per spesa totale e per spesa pubblica, ma secondi per spesa a carico dei cittadini».

Rispetto alla sanità integrativa la Fondazione GIMBE ritiene indispensabile un riordino complessivo della normativa: «Il modello “a tre pilastri” – ha puntualizzato Cartabellotta – oggi mostra tutti i suoi limiti: avendo puntato tutto sul primo pilastro (finanziamento pubblico non più sufficiente a erogare i LEA), non siamo riusciti infatti ad espandere adeguatamente il secondo (fondi integrativi, limitati a coprire solo prestazioni non essenziali) e non riusciamo a contenere il terzo (assicurazioni private che scorrazzano senza regole)».

Dai dati della Fondazione GIMBE emerge poi che una quota consistente di denaro pubblico continua ad alimentare sprechi intollerabili: € 24,73 miliardi/anno erosi da sovra-utilizzo, frodi e abusi, acquisti a costi eccessivi, sotto-utilizzo, complessità amministrative, inadeguato coordinamento dell’assistenza. «A fronte dei numerosi scettici che da anni mettono in discussione le nostre stime – ha commentato con grande soddisfazione il Presidente – il rapporto OCSE del gennaio 2017 ha confermato che in sanità 2 euro su 10 vengono sprecati. Le responsabilità ricadono su tutti gli stakeholders, che devono impegnarsi a recuperarli con numerose strategie già descritte dal Rapporto GIMBE sulla sostenibilità del SSN 2016-2015».

Infine da Cartabellotta una considerazione sui nuovi LEA: «Questo grande traguardo politico rischia di trasformarsi in un’illusione collettiva con gravi effetti collaterali: allungamento delle liste d’attesa, aumento della spesa out-of-pocket, sino alla rinuncia alle cure. Infatti, la necessità politica di estendere al massimo il consenso sociale e professionale ha generato un inaccettabile paradosso: siamo il Paese con il “paniere LEA” più ampio d’Europa, ma al tempo stesso fanalino di coda per la spesa pubblica».

Su dati e proposte riportati dal Presidente ha preso il via un animato dibattito tra i componenti politici in rappresentanza della Camera, del Senato e della Conferenza delle Regioni e Province autonome. Sul finanziamento pubblico per la sanità, che secondo le stime della Fondazione aumenterà di € 15 miliardi entro il 2025, Emilia Grazia De Biasi - presidente della 12a Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica – ha affermato che il tema prima che finanziario è politico e che il dato può variare in relazione alle priorità: «Dobbiamo decidere se intendiamo investire o meno in politiche pubbliche in sanità. Lo spreco risiede nella mancanza di legalità, nelle spese per macchinari obsoleti e inutili, nella differenza tra il Nord e il Sud del Paese».

Dopo la presentazione dei risultati dello studio GIMBE la parola è passata ai protagonisti istituzionali del futuro nazionale delle linee guida per la pratica clinica: Federico Gelli (relatore della legge sulla responsabilità professionale), Walter Ricciardi (presidente dell’Istituto Superiore di Sanità) e Franco Vimercati (presidente della Federazione delle Società Medico Scientifiche Italiane). Immancabili gli appuntamenti con il Laboratorio Italia, dedicato ai progetti di eccellenza realizzati dalle organizzazioni sanitarie italiane, e la sessione GIMBE4young, vetrina delle numerose opportunità che la Fondazione GIMBE offre ai professionisti sanitari del futuro.

Nel corso dell’evento sono stati consegnati il Premio “Salviamo il Nostro SSN” a Piero Angela, per il suo continuo impegno nel diffondere un’informazione scientifica chiara e basata sulle migliori evidenze scientifiche e il “Premio Evidence” ad Aldo Pietro Maggioni, per la sua prestigiosa carriera di ricercatore nell’ambito delle malattie cardiovascolari.

 

 

 

 

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