Sanità
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Con l’arrivo della primavera le temperature si fanno più miti e scoppia nei bambini la voglia di passare sempre più tempo all’aperto, allo stesso tempo, proprio in questo periodo dell’anno si ripropone il problema delle allergie stagionali. Abbiamo chiesto al dott. Mattia Doria, pediatra di libera scelta distretto Chioggia e presidente CEsPEr Centro studi per la formazione e la ricerca in pediatria del territorio, come riconoscerle e curarle e quali consigli può dare ai genitori che si trovano ad affrontare questa problematica.

Quali sono dott. Doria le allergie che più colpiscono i bambini e che si acutizzano con l’arrivo della primavera?

L'allergia è una risposta “anomala” dell’organismo di un soggetto, geneticamente predisposto, ad alcune sostanze normalmente innocue contro le quali produce degli anticorpi di difesa (le famose IgE) che determinano lo sviluppo di un’infiammazione che può colpire più organi: in particolare naso, occhi, polmoni. Quando l’allergia colpisce naso e/o occhi si parla di rinite e/o congiuntivite allergica; quando l’allergia colpisce i polmoni si parla di asma allergico. Le sostanze che causano allergia nei soggetti predisposti possono essere perenni, come gli acari e l’epitelio di gatto, o stagionali, come i pollini. Nel periodo primaverile sicuramente uno degli allergeni che più frequentemente causa allergia nei soggetti predisposti sono i pollini delle graminacee che, nelle nostre zone del nord-est Italia, iniziano ad essere presenti verso i primi di aprile, hanno un picco di concentrazione tra la fine di aprile e tutto il mese di maggio per poi gradualmente ridursi ma permanere fino quasi alla fine di luglio.

Che sintomi devono tenere d’occhio i genitori?

I sintomi dell’allergia stagionale (primaverile) non si differenziano molto da quelli dell’allergia perenne, con la sola differenza che i sintomi dell’allergia stagionale si presentano puntualmente solo nei periodi in cui l’allergene è presente. I pollini determinano innanzitutto la comparsa di starnuti frequenti e ripetuti, rinorrea (abbondante secrezioni nasale liquida), prurito agli occhi con rossore e lacrimazione, tosse e a volte anche asma.

Bastano i sintomi per fare la diagnosi?

I sintomi sono sicuramente l’elemento più importante da tenere in considerazione sia per la diagnosi sia per le decisioni terapeutiche. Il sospetto diagnostico può essere confermato dalle prove allergiche cutanee che in termine medico vengono chiamate Skin Prick Test. Si tratta di un esame estremamente semplice e veloce da realizzare che può essere eseguito a qualsiasi età. L’unica avvertenza da avere è quella di non utilizzare farmaci antistaminici per via generale nei 7-8 giorni che precedono l’esame.

Quali le cure? e quand’è meglio fare uso di cure omeopatiche piuttosto che di quelle classiche?

L’intervento terapeutico va intrapreso il prima possibile e ai primi sintomi soprattutto nei bambini di cui si conosce già la storia allergica. I farmaci più comunemente utilizzati sono farmaci cosiddetti “topici”, cioè ad uso locale, come i colliri antistaminici e cortisonici per la congiuntivite allergica, gli spray cortisonici per il naso in caso di rinite allergica e gli spray broncodilatatori e cortisonici per le basse vie respiratorie in caso di asma. A volte può essere necessario utilizzare anche farmaci antistaminici per via generale. Un presidio molto importante e spesso troppo sottovalutato è il lavaggio delle mucose con soluzione fisiologica che, oltre a tenerle pulite e libere da secrezioni, aiutano a rimuovere gli allergeni e ad evitarne il contatto prolungato con le mucose stesse. Le terapia omeopatiche, invece, non sono efficaci nella gestione della vera allergia. In effetti non c’è nessuno studio che ne dimostri l’efficacia.

Quali consigli per i bambini allergici che vogliono stare all’aperto in questo periodo?

La vita all’aria aperta, primavera, estate o inverno che sia, va sempre considerata un caposaldo della salute del bambino (e dell’adulto!). Durante l’inverno, ad esempio, la vita all’aria aperta riduce il rischio di infezioni delle vie respiratorie che sono dovute non al freddo ma ai virus con cui si viene in contatto nei locali chiusi e affollati (asili nido e scuole dell’infanzia in modo particolare). Durante la primavera e l’estate la vita all’aria aperta può essere vissuta con ancora maggiore facilità. Lavare bene il viso e lavare le mucose con soluzione fisiologica aiuta a stare meglio ma non bisogna dimenticare che l’allergia è una malattia cronica e come tale va adeguatamente curata con i farmaci di cui ho parlato prima in stretta collaborazione con il proprio pediatra di fiducia. Non dimenticare mai, inoltre, di bere e far bere ai bambini molta acqua soprattutto quando si soffre di malattie respiratorie.

Bisogna sempre rivolgersi al medico pediatra in caso si riscontrassero i sintomi di un’allergia?

Come accennavo prima la diagnosi la fa il pediatra, ed è il pediatra che, valutando la decisione assieme ai genitori, prescrive la terapia che ritiene più adeguata nel singolo caso. La terapia va sempre individualizzata per ogni singolo paziente e ne va definita la durata in base alla sintomatologia e al tipo di allergia.

Quali sono i rischi e come comportarsi quando il bambino è asmatico?

L’asma è una malattia allergica che determina una ostruzione delle vie respiratorie tale da determinare difficoltà respiratoria acuta da lieve a molto grave. Quando inizia un attacco d’asma la respirazione diventa difficoltosa, soprattutto in fase espiratoria, e rumorosa (si può arrivare ad udire dei fischi anche a orecchio nudo); la tosse diventa insistente e disturbante. Con l’asma non si può scherzare e la prima cosa da fare è utilizzare il più precocemente possibile il broncodilatatore a rapida azione: si tratta del salbutamolo (in commercio con il nome di Broncovaleas o Ventolin) che è considerato un vero e proprio farmaco salvavita!. La modalità più efficiente di assunzione del salbutamolo è attraverso l’inalatore dosato (spray) con il distanziatore (si tratta di una camera di espansione che aiuta ad ottimizzare l’assunzione del farmaco). La prima volta che sarà necessario assumere il salbutamolo sarà il pediatra a dare tutte le istruzioni necessarie tra cui le dosi, i tempi e le modalità di utilizzo attraverso uno schema scritto da tenere sempre a portata di mano. La cosa raccomandabile è di non utilizzare mai altri rimedi (omeopatici, fitoterapici o anche altri farmaci) se prima non si è utilizzato il salbutamolo. Questo argomento, però, meriterebbe un capitolo tutto a se a magari ne parleremo la prossima volta.

 

 

 

 

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