Sanità
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L'ospedale di Negrar partecipa allo studio internazionale di fase I-II di un vaccino riservato ai pazienti affetti da tumore al fegato in uno stadio molto precoce, precoce ed intermedio e che sono candidati a trattamenti locali.

Dal 12 gennaio 2018 è attivo presso l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria lo studio clinico di fase I-II HEPAVAC-101, che valuta per la prima volta nell'uomo il vaccino, un prodotto innovativo specifico nei confronti dell'epatocarcinoma. Si tratta di uno studio internazionale che si svolge in Germania, Spagna, Francia, Belgio, Gran Bretagna e Italia. Nel nostro Paese vede coinvolti solo due centri: l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Verona (in collaborazione con l'Università dell'Insubria) e l'Istituto Nazionale Tumori "Pascale" di Napoli.

La sperimentazione è riservata ai pazienti con epatocarcinoma in fase iniziale (ad uno stadio molto precoce, precoce ed intermedio), che sono candidati ad un trattamento locale (intervento chirurgico, termoablazione o ablazione mediante radiofrequenza e microonde, chemioembolizzazione, radioembolizzazione). Scopo dello studio è valutare la tollerabilità del vaccino e verificare se questo, somministrato dopo la regressione della malattia ottenuta con il trattamento locale, è in grado di indurre una risposta immunitaria nei confronti del tumore. Se il vaccino dimostrasse di indurre una risposta immunitaria, potrebbe ritardare la progressione del tumore o favorire una ulteriore regressione del tumore stesso.

I pazienti che prenderanno parte alla sperimentazione verranno sottoposti ad alcuni esami di screening per verificare la loro idoneità a partecipare allo studio, prima di ricevere il trattamento locale standard. I pazienti che, dopo il trattamento locale, non presentano evidenza di tumore vitale riceveranno la terapia sperimentale che prevede una unica infusione endovenosa di una bassa dose di ciclofosfamide (un farmaco chemioterapico con funzione immuno-modulante). Dopo pochi giorni viene iniziata la vaccinazione vera e propria.

La vaccinazione consiste nella somministrazione intradermica (con ago sottile, a livello della cute del braccio) sia del vaccino che di una sostanza adiuvante. Sono previste 9 somministrazioni totali del vaccino: le prime 4 vengono effettuate ogni settimana e le altre 5 ogni tre settimane. La sperimentazione si svolge presso l'Unità Operativa di Oncologia Medica, diretta dalla dottoressa Stefania Gori, in collaborazione con il dottor Alberto Masotto dell'Unità Operativa di Gastroenterologia, diretta dal dottor Paolo Bocus.

 

 

 

 

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