Sanità
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Il risultato ottenuto ieri, 20 gennaio, è stato comunicato dalla Regione, parte civile nel processo contro i vertici Miteni per il disastro ambientale conseguente alla contaminazione delle acque da Pfas. Viene riferito che le due multinazionali entrano a processo come responsabili civili obbligate al risarcimento dei danni che, se accertate a loro carico responsabilità penali, potrebbe anche finanziare la bonifica del territorio inquinato. 

“E’ un bellissimo risultato – ha commentato il presidente del Veneto, Luca Zaia-, che premia mesi di lavoro preparatorio insieme ai legali e alle parti coinvolte in questa terribile vicenda di inquinamento, la più grave accaduta in Italia insieme a Seveso”.

La notizia è che il Giudice dell’Udienza preliminare di Vicenza,  Roberto Venditti, ha accolto nella sua interezza la specifica istanza in questo senso formulata dall’avvocato Fabio Pinelli, che tutela gli interessi della Regione Veneto costituita parte civile, e ha disposto la citazione, quali parti del processo in corso davanti all’Autorità giudiziaria vicentina della giapponese Mitsubishi Corporation Inc. e della lussemburghese International Chemical Investors S.E.. Stessa decisione è stata assunta nei confronti della Società Miteni, nel frattempo fallita, che dovrà dunque concorrere al risarcimento del danno da reato.

“Viene per ora premiata la forte volontà e determinazione della Regione in questa partita, cui abbiamo sempre imposto quelle che potrei definire un generale ‘limite zero’ – prosegue Zaia – limite zero nelle acque potabili, con tutti ricorsi che ne sono conseguiti proprio perché abbiamo voluto essere intransigenti, ma ora la gente beve acqua pulita ed è protetta anche da nuovi eventuali inquinanti; tolleranza zero, perché fin dal 2013 abbiamo voluto andare fino in fondo con la magistratura per far pagare a chi ha avvelenato il giusto risarcimento alle popolazioni; zero Pfas nel sangue col più grosso screening sanitario mai effettuato nel nostro Paese”.

Le due società, colossi multinazionali dell’industria chimica, si sono succedute nel controllo societario della Miteni nel periodo oggetto della contestazione dei reati per i quali è in corso il processo. Per tale motivo la Regione Veneto, per il tramite del proprio difensore, ha voluto che le stesse venissero chiamate a rispondere, assieme a Miteni, con il proprio patrimonio, degli enormi danni prodotti, al territorio e alla salute delle persone, dall’attività di quest’ultima. Così il coinvolgimento formale nel processo di Mitsubishi Corporation e di International Chemical Investors creerebbe anche le condizioni per consentire al territorio, se saranno accertate le responsabilità penali degli imputati, di ricevere ingenti risorse economiche dal risarcimento danni che risulterebbero necessarie per la bonifica ambientale e per la tutela della salute dei cittadini. Intanto l’udienza preliminare è stata rinviata al 23 marzo, per consentire alla Regione di formalizzare la citazione in giudizio di tali nuovi soggetti obbligati per il profilo risarcitorio.





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