Sanità
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spiaggia_404Più frequenti d'estate nella costa adriatica

Sono la terza causa di morte per incidente dopo i sinistri stradali e le cadute: nel mondo muoiono per annegamento oltre 380 mila persone,in Italia i casi sono a bassa incidenza ma ad alta letalità. Nel 2007, il fenomeno è quantificabile in 387 morti e circa 440 ricoveri.

Quindi, su poco più di 800 eventi/anno, nella quasi metà dei casi il soggetto coinvolto muore e nel restante 55% delle volte viene ricoverato. Si parla, in questi casi, di semi-annegamento (o quasi-annegamento). Sono i dati dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), curati da Marco Giustini ed Enzo Funari, e diffusi oggi sul sito. In Europa, ogni anno si verificano 28 mila annegamenti fatali, con un tasso medio pari a circa 35 morti ogni milione di abitanti/anno. Le aree maggiormente a rischio sono quelle dell’est europeo, in particolare Bielorussia, Lettonia, Lituania, Russia e Ucraina che presentano tassi 15-16 volte superiori a quelli dell’Italia. Per queste nazioni, certamente temperatura fredda delle acque, elevato consumo di alcol e difficoltà nell’approntare rapidi servizi di intervento sono tra i fattori che contribuiscono agli elevati tassi di mortalità. In Italia in termini di incidenza, il tasso di mortalità per il 2007 è risultato pari a 11,1 morti per milione/anno nei maschi e 2,2 morti per milione/anno nelle femmine, con un tasso medio di 6,5 morti per milione di abitanti/anno; il tasso medio di ricovero ospedaliero relativo ai soli casi con diagnosi principale è di 7,4 casi per milione di abitanti/anno, con un picco per i minori di 14 anni (18,6 casi per milione di ab./anno), per i quali probabilmente le precauzioni e le attenzioni sono particolarmente elevate. L'incidenza dei ricoveri è più alta nei maschi (10,6 vs. 4,4 casi per milione di ab./anno).  L'annegamento è un fenomeno che riguarda tutte le classi di età anche se appare evidente che è tra i giovani (14-29 anni) che si presenta con la massima incisività in termini assoluti, con circa 1/3 del totale delle morti registrate anche se i tassi di mortalità sono più elevati tra gli anziani (oltre 70 anni). La distribuzione geografica a livello comunale dei dati di mortalità per annegamenti registrati nel 2007 mostra che i comuni italiani che nel 2007 hanno contato decessi per annegamento sono 264, mentre gli eventi mortali totali ammontano a 385. In 211 comuni (pari al 79,9%) si è verificato un unico caso di annegamento, in 47 comuni ( pari al 17,8%) si sono verificati da 2 a 6 casi, mentre in 6 comuni (pari al 2,3%) si sono verificati da 7 a 17 casi di annegamento. Le località marine litoranee sono 116 (43,9%), quelle interne 141 casi (53,4%). In base al numero totale dei decessi registrati e alla frequenza con cui si sono manifestati gli annegamenti negli anni è stato calcolato l’indice di rischio di annegamento (IRA): il fenomeno degli annegamenti appare particolarmente evidente lungo la costa adriatica centro settentrionale (da San Benedetto del Tronto a Trieste); in alcune aree della costa sud della Puglia, lungo la costa tirrenica in Liguria (tra San Remo e Savona), in Toscana (tra Carrara e Piombino), nel Lazio (tra Fiumicino e Terracina), in Campania (tra Castel Volturno e Acropoli); in Sicilia nella costa sud-orientale e a Palermo); in Sardegna (lungo la costa occidentale, nella zona di Cagliari e in quella di Olbia). Nelle aree interne alcuni comuni mostrano valori elevati di IRA, soprattutto nel Veneto, tra quelli situati lungo i fiumi Adige e Po, e in Lombardia, con particolare riferimento ai laghi maggiori (lago di Como, lago Maggiore e lago di Garda). L'analisi dei dati pubblicati dalla stampa negli anni 2008-2010 ha permesso di studiare complessivamente 422 casi di annegamento, soprattutto accaduti in: Lombardia (61 casi), Emilia Romagna (58), Toscana (42); Sardegna (39) e Veneto (37). Gran parte degli annegamenti si è verificata durante la stagione balneare, in particolare a luglio (113) e ad agosto (110), giugno (60), settembre (45) e Maggio (29). Complessivamente nella stagione balneare sono stati riportati 328 annegamenti, rispetto ai 422 totali (cioè il 77.7%). Le cause principali degli annegamenti sono risultate l’imperizia (107), il malore (95), le cadute accidentali (57), la pesca subacquea (36), le cadute da imbarcazioni e la mancata sorveglianza (35).

Paola Vescovi

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