La gestione di una complessa rete di grandi cantieri, ma anche uno sforzo importante e congiunto per l’avvio dei servizi, e ancora un patto rinnovato con i medici di famiglia: è a partire da questi tre punti che le Case della Comunità dell’Ulss 3 Serenissima – 13 in tutto il territorio – si propongono come poli nuovi e cruciali della sanità territoriale.
La rete dei servizi presenti nelle 13 Case della Comunità dell’Ulss 3 è stata illustrata dal Direttore dei Servizi sociosanitari, Antonio Maritati: “Con queste premesse, cioè con mura solide e impegno professionale – ha sottolineato – le Case della Comunità potranno davvero essere, da qui in poi, il luogo dell’assistenza ‘di prossimità’, cioè vicina alle persone. Grandi vantaggi ne avranno i cittadini, in particolare coloro che sono fragili o cronici, perché queste nuove unità di offerta nascono per essere un riferimento pieno, visibile e aperto. Al fianco delle Case della Comunità, non dimentichiamolo, opera il nuovo servizio 116117, che può essere il miglior ‘navigatore’ per orientare le richieste di salute dei cittadini del territorio”.
“Si conclude in questi giorni la lunga fase dei cantieri – ha sottolineato il Direttore Generale Massimo Zuin – e via via, al posto delle ruspe si insediano i servizi. I 35 milioni di euro di investimento in strutture danno la dimensione della sfida affrontata dai servizi tecnici, che hanno gestito in contemporanea alcune delle opere strutturali che cambiano il volto della nostra città, e penso a Marghera, a Mira, ma anche a via Cappuccina, e non solo. Ora è il tempo della progressiva messa a regime della parte operativa, e qui i protagonisti sono almeno tre, e devono lavorare in grande sinergia: i nostri operatori della sanità territoriale, ma anche tutti gli infermieri e i medici, a cui abbiamo chiesto di essere parte intergrante del sistema Case della Comunità, e infine i medici di medicina generale, realtà imprescindibile per la sanità del futuro che abbiamo in mente”.
Significativa in proposito la presenza, nella conferenza stampa odierna con cui l’Ulss 3 ha tracciato il punto sull’argomento, del dottor Giuseppe Palmisano, che ha detto la soddisfazione dei medici di famiglia per la sinergia che si è creata, intorno alle Case della Comunità, tra MMG e azienda sociosanitaria: “È un grande giorno – ha esordito Palmisano – nel quale si concretizza un nuovo modello di sanità che avrà ricadute sicuramente rilevanti per l’utenza”.
Raggiunto l’accordo con i medici di famiglia a livello regionale, l’Ulss 3 Serenissima lavora da tempo per l’altra importantissima integrazione: “Abbiamo avviato un tavolo che oserei definire inedito – ha spiegato Chiara Bovo, Direttore sanitario – in cui siedono allo stesso tavolo i direttori dei servizi territoriali e i direttori degli Ospedali dei vari territori. Le Case della Comunità, infatti, non potranno operare al meglio se non in stretto collegamento con i presidi ospedalieri. Non si tratta solo di mettere in campo tutti i possibili collegamenti strumentali e telematici, ma soprattutto di mettere al servizio delle Case della Comunità, quanto più possibile, le competenze e le eccellenze degli Ospedali, e viceversa, senza dimenticare l’apporto di tutto l’ambito della Prevenzione. Nell’Ulss 3 siamo riusciti a sollecitare, con incontri e protocolli formali, questa collaborazione virtuosa, e siamo certi che su questo si fonderà il lavoro che svolgeremo per i cittadini”.
