Con un documento applicativo della recente delibera regionale del giugno scorso nr. 622, inviato alle Ulss e concordato tra l’Assessore alla Sanità Gino Gerosa e le Organizzazioni sindacali dei Medici di Medicina Generale Fimmg, Smi, Snami e Fmt che l’hanno condiviso, prende il via in Veneto l’operazione per inserire la fondamentale figura del Medico di Medicina Generale nei servizi offerti ai cittadini all’interno della rete delle Case di Comunità, realizzate attraverso il Pnrr. In Veneto si parla ad oggi di 99 presìdi.
Il documento prevede, tra l’altro, la garanzia della presenza del Medico di medicina generale tra le 8 e le 20, secondo i turni assegnati tra la Casa di Comunità, il proprio studio o studi secondari, la partecipazione e l’Audit sul funzionamento della Casa di Comunità, l’attivazione di percorsi che prevedono l’utilizzo di strumenti di diagnostica di base nella Casa di Comunità, l’attivazione di percorsi di supporto ai pazienti fragili e il supporto nell’intercettazione delle nuove fragilità, in collaborazione con l’Infermiere di famiglia o di Comunità e con la Centrale Operativa Territoriale, la partecipazione alle campagne vaccinali a supporto delle attività organizzate dai Dipartimenti di prevenzione all’interno delle strutture, la partecipazione al monitoraggio dei pazienti dimessi con contatto col paziente e confronto nell’equipe multiprofessionale della Casa di Comunità. È prevista, inoltre, la partecipazione al progetto finalizzato alla presa in cura dei pazienti cronici o all’assegnazione del giorno e orario della visita o della prestazione sanitaria, senza la necessità del cittadino di dover procedere autonomamente alla prenotazione. Al di fuori degli orari previsti, cioè dalle 20 alle 8, sarà comunque garantita la presenza medica, affidata alla continuità assistenziale (guardia medica), come pure nei giorni prefestivi e festivi. Tali disposizioni rimangono in vigore fino alla definizione del nuovo Accordo Integrativo Regionale. Premesso che la Regione del Veneto ha ottemperato al target previsto dal PNRR Missione 6, attualmente le Case di Comunità attivate sono: 4 (su 4 preventivate) nell’Ulss 1 Dolomiti; 15 (su 17) nell’Ulss 2 Marca Trevigiana; 13 (su 13) nell’Ulss 3 Serenissima; 5 (su 6 con una in arrivo) all’Ulss 4 Veneto Orientale; 5 (su 5) all’Ulss 5 Polesana; 20 (su 20) nell’Ulss 6 Euganea); 8 (su 8) nell’Ulss 7 Pedemontana; 9 (su 9) nell’Ulss 8 Berica; 20 (su 20) all’Ulss 9 Scaligera. L’attivazione della Case di Comunità è, peraltro, un processo dinamico che sarà costantemente monitorato nell’ottica di un miglioramento continuo delle risposte ai bisogni di salute dei cittadini veneti.
