La sclerosi multipla (SM), una malattia autoimmune cronica che colpisce 2,5 milioni di persone in tutto il mondo, è caratterizzata dall’infiltrazione di cellule T autoreattive nel sistema nervoso centrale (SNC), che porta alla distruzione della mielina e a deficit neurologici. Le terapie attuali spesso mancano di specificità, con conseguente immunosoppressione generalizzata e potenziali effetti collaterali. Il gruppo di ricerca coordinato dalla prof.ssa Ildiko Szabo del dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, in collaborazione con prof. Paolo Gallo e il dott. Marco Puthenparampil del Dipartimento di Neurologia dell’Università di Padova, e il prof. Erich Gulbins dell’Università di Essen, ha identificato una
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