Parkinson: le prime spie della malattia sono nelle sinapsi

Lo studio dal titolo “LRRK2 regulates synaptic function through modulation of actin cytoskeletal dynamics” pubblicato su «eLife» che vede come prima autrice Giulia Tombesi ed il coordinamento scientifico di Elisa Greggio, docente di Fisiologia al Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, ha individuato una nuova funzione della proteina LRRK2 nel regolare le connessioni tra le cellule nervose. La scoperta aiuta a far luce sui primissimi meccanismi cellulari che si innescano nel cervello prima ancora che si manifestino i sintomi della malattia di Parkinson. Il lavoro rappresenta il coronamento del progetto STARS, sostenuto dall’Ateneo attraverso il programma di finanziamento, denominato “LRRKing”,

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Malattie neurodegenerative: il ruolo cruciale dell’intestino

Un passo avanti nella ricerca sulle origini e le possibili cause delle malattie neurodegenerative viene da uno studio condotto dalla dott.ssa Francesca Terrin e coordinato dalle professoresse Nicoletta Plotegher e Luisa Dalla Valle del dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, pubblicato sulla rivista «Journal of Biomedical Science». Alla base della neurodegenerazione potrebbe esserci una condizione di infiammazione dell’intestino, in grado poi di estendersi al sistema nervoso centrale. In particolare, lo studio si concentra su uno sterolo glicosilato di origine vegetale, il BSSG (β-sitosterolo β-D-glucoside), che è presente in alcuni alimenti ed è già stato associato in passato alla comparsa della

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Evoluzione globale dell’obesità: frenata nei Paesi ricchi, allarme nei Paesi in via di sviluppo

La narrazione globale sull’obesità si è spesso limitata a confronti generici misurati nell’arco di diversi decenni, privi però di un’analisi sistematica sulle sue reali dinamiche. Una svolta nella comprensione del fenomeno arriva da una monumentale ricerca dal titolo “Obesity rise plateaus in developed nations and accelerates in developing nations” pubblicata su «Nature» basata su 4.050 studi di popolazione che ha monitorato altezza e peso di ben 232 milioni di persone dal 1980 al 2024. Un maxi-studio che rivela dinamiche inattese: in Italia e in Europa occidentale si registrano i primi segnali di inversione di tendenza tra i più giovani, nella

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Cardiomiopatia Aritmogena e morte improvvisa nello sport, lo studio padovano

Dopo l’introduzione nel 2010 dei criteri diagnostici aggiornati per la cardiomiopatia aritmogena (ACM) il numero di atleti agonisti vittime di morte improvvisa causata da ACM si è significativamente ridotto, passando da 0,43 a 0,14 casi ogni 100.000 persone/anno. Anche l’incidenza complessiva di morte improvvisa da ogni causa negli atleti si è ridotta nello stesso periodo, passando da 1,41 a 0,64 casi ogni 100.000 persone/anno. In particolare, nella casistica degli atleti veneti deceduti improvvisamente, la quota attribuibile alla cardiomiopatia aritmogena è scesa dal 31% al 22% tra i due periodi. Questo il risultato dello studio pubblicato sulla prestigiosa rivista «Circulation: Arrhythmia

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Abuso screen time in bambini e adolescenti

Un’esposizione precoce, eccessiva e non regolata agli schermi può influire negativamente sullo sviluppo cognitivo, emotivo, sociale e fisico di bambini e adolescenti. Questo quanto emerge dal Position Paper della European Academy of Paediatrics (EAP) e della European Confederation of Primary Care Paediatricians (ECPCP). Lo studio Screen Time Exposure and Children’s and Adolescents’ Health è stato pubblicato sulla rivista scientifica «Acta Paediatrica», e nasce del progetto “Giovani, Salute e Sani Stili di Vita”* e porta la firma della dott.ssa Lorenza Onorati, membro della European Academy of Paediatrics e specializzanda della Pediatria di Padova e del Professor Eugenio Baraldi, direttore scientifico Fondazione

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