Addio a Giuseppe Puntin: un grande punto di riferimento della sanità italiana, veneta e veronese

Ci ha lasciati Giuseppe Puntin, presidente dell’Aiop veneta. Figura di spicco della sanità italiana, veneta e veronese. Solo da pochi mesi si era dimesso da amministratore delegato del Pederzoli ed era stato sostituito da un altro professionista di elevato spessore come Domenico Mantoan. Se n’è andato in punta di piedi “Beppino”, come lo chiamavano i familiari e gli amici più stretti. Malato da tempo, ha combattuto fino all’ultimo dispensando consigli a chi glieli chiedeva. Un guerriero, un grande professionista che ha saputo, anche da semplice ragioniere, fornire un importantissimo contributo al mondo della sanità. Era nato 84 anni fa a S. Ambrogio Valpolicella, ma è sempre vissuto a Bardolino. Fu assunto come contabile alla clinica Pederzoli di Peschiera, dimostrando subito capacità e doti uniche tanto da elevarlo a ruolo di dirigente. Con la sua visione lungimirante ha concorso a dare lustro alla sanità privata convenzionata, in particolare agli ospedali privati accreditati. Proprio nel primo numero di quest’anno della rivista NES Nordest Sanità (la versione cartacea) era intervenuto, sempre con il suo spirito combattivo, sulla questione del nuovo Tariffario. Un pezzo che vi riproponiamo qui di seguito. Gli editori della rivista, Giuseppe Caraccio e Miriam Zaia, lo ricordano come un grande uomo ed un grande professionista che ha lavorato incessantemente nel rispetto dei principi che guidano il SSN: universalità, equità, solidarietà. I soli principi che garantiscono le giuste cure a tutti i cittadini. Gli editori, inoltre, approfittano di questo spazio, per esprimere il proprio cordoglio alla famiglia, agli amici, ai colleghi.

ARTICOLO PER NES NORDEST SANITA’ (RIVISTA CARTACEA)

A rischio prestazioni e professionisti

Se dovesse arrivare il via libera definitivo, le nostre strutture si troverebbero in grande difficoltà perché da troppo tempo i costi di produzione non trovano copertura nelle tariffe corrisposte e continuare a produrre sotto i costi reali porterebbe al dissesto molte realtà che in Veneto garantiscono un servizio puntuale, di grande qualità ed efficiente.

Rispetto alle prestazioni erogate il settore privato accreditato nella nostra regione copre infatti oltre il 20% di tutti i ricoveri effettuati e più del 25% delle prestazioni ambulatoriali, con settori in cui supera il 50%. Il tariffario nazionale approvato prevede una significativa riduzione di molte tariffe rispetto a quelle attualmente in vigore, rimaste invariate per oltre dieci anni.

Tuttavia, considerando l’aumento dei costi causato, tra l’altro, dall’inflazione, dalla crisi energetica e da altre particolari contingenze, una simile riduzione appare insostenibile.

Per questo il nuovo decreto sulle tariffe ambulatoriali viola i principi di equità e di buon andamento della pubblica amministrazione perché, non volendo corrispondere il giusto riconoscimento dei costi di produzione sostenuti, dimostra di non conoscere le spese per ogni unità di servizio prodotto e contestualmente priva il sistema sanitario di tante prestazioni che saranno invece erogate in regime di solvenza.

Come ben comprensibile le risorse non sono infinite ma condizionate da norme severe di finanza pubblica, in questo contesto ci troviamo ad operare in condizioni completamente diverse rispetto al pubblico pur dovendo rispondere alle medesime logiche e dare le stesse risposte.

Il risultato dunque non si ottiene riducendo già tariffe molto basse ma al contrario è necessario intervenire sugli sprechi e le inefficienze

Alla politica nazionale chiediamo coerenza, maggiore equità e più rispetto dei bisogni della gente, specialmente la più fragile, oltre naturalmente alla possibilità di confrontarsi rispetto all’adeguamento delle tariffe ai nuovi costi richiesti per l’erogazione delle prestazioni sanitarie.

Recentemente abbiamo lanciato una campagna di comunicazione denominata “Siamo dalla stessa parte” per ribadire ai cittadini che gli stessi possono rivolgersi al privato accreditato liberamente e con gli stessi oneri rispetto ai quali accedono al pubblico.

Ora però siamo prossimi a un punto di non ritorno e chiediamo con forza di essere messi nelle stesse condizioni di chi opera nel comparto pubblico.

Riteniamo sia necessario far capire le nostre difficoltà rispetto alla possibilità di continuare ad erogare le prestazioni richieste oltre i budget che ci sono imposti.

A rischio infatti non ci sono solo le prestazioni, ma anche il futuro e le certezze delle migliaia di professionisti sanitari che operano per le strutture accreditate.

Giuseppe Puntin

Presidente Aiop Veneto