Farmacia dei servizi, quali garanzie per i cittadini?

Sta riscontrando interesse da parte dei veneti – secondo Federfarma – l’esperimento regionale sulla farmacia dei servizi. Analisi e screening, anche gratuiti, da chiedere al farmacista di fiducia. Al punto che la sperimentazione è stata prorogata anche per il 2025, con una dotazione di 25,3 milioni di euro, grazie al via libera della Conferenza delle Regioni e alla successiva intesa formalizzata in sede di Conferenza Stato-Regioni il 30 luglio scorso.

Uno stanziamento che ha messo in allarme le strutture private di diagnostica e specialistica ambulatoriale, riunite nelle varie associazioni di categoria. In una nota di qualche tempo fa, segnalano che “per le stesse prestazioni previste per le farmacie sono soggette a rigorosi criteri di idoneità e sicurezza di infrastrutture ed impianti; scontano regole altrettanto severe per l’autorizzazione ad erogare i vari servizi; necessitano di un medico che eserciti la direzione sanitaria e di un medico specialista responsabile di branca, per ogni area operativa; sono sottoposti a controlli annuali da parte delle competenti Asl, delle Regioni, dei Nas dell’Arma dei Carabinieri; sono dotate delle certificazioni di qualità, rilasciate da organismi di certificazione indipendenti; per il mantenimento delle autorizzazioni all’esercizio, anche in virtù della ‘legge sulla concorrenza 2021’, necessitano di continui e rilevanti investimenti”.

concludono le associazioni ribadendo la richiesta di imporre alle farmacie gli stessi requisiti “igienico-sanitari, tecnologici e strutturali al pari di quelli previsti per le strutture private e autorizzate di diagnostica e specialistica ambulatoriale”.

Anche l’UAP, l’Unione nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, che rappresenta oltre 27 000 strutture e della quale fanno parte, tra le altre, ANISAP e AIOP, lamenta che ai tavoli ministeriali in cui si discuteva di queste prestazioni, non erano presenti le organizzazioni che riuniscono la quasi totalità delle strutture di diagnostica accreditate.

“Le istituzioni competenti – aggiunge Anisap Veneto – ripensino e correggano rapidamente il tiro, imponendo che i locali delle farmacie rispettino requisiti igienico-sanitari, tecnologici e strutturali al pari di quelli previsti per le strutture private e autorizzate di diagnostica e specialistica ambulatoriale. L’unico interesse che va tutelato è sempre la salute e il benessere dei cittadini”.