L’europarlamentare e coordinatore regionale del Veneto di Forza Italia Flavio Tosi denuncia che i tagli effettuati alla sanità privata convenzionata hanno condizionato il peggioramento delle liste di attesa in Veneto. “La Regione, – ha detto Tosi tramite l’Ansa – in questi anni, ha bloccato i fondi al privato convenzionato, che così è costretto a diminuire le prestazioni sanitarie in regime di
ticket. A farne le spese è il cittadino, che deve ricorrere alla prestazione in libera professione spendendo cifre enormi (quasi 4 miliardi in Veneto nel 2024), oppure arriva addirittura a non
curarsi. Inaccettabile e ingiusto”. Tosi (sempre fonte Ansa) evidenzia anche che “come ha certificato la Corte dei Conti, nel 2024 in Veneto oltre un milione di prestazioni da erogarsi entro i 30 e i 90 giorni (classe D e P) non sono state gestite nei tempi. In Veneto, quindi, c’è un grave e reale problema di liste d’attesa; eppure la Regione, anziché collaborare con la sanità privata convenzionata, le ha tagliato
le gambe. Noi pensiamo invece che il privato convenzionato deve essere visto come un sostegno al sistema sanitario regionale pubblico, del quale è assolutamente complementare, per garantire
il sacrosanto diritto del cittadino alle cure. Al paziente, infatti, dal momento che con la ricetta il costo è uguale ovunque, non interessa se la prestazione gliela eroga il pubblico o il privato convenzionato, al cittadino interessa essere curato nei tempi previsti”. Infine l’europarlamentare ha ricordato che bisognerebbe seguire il modello lombardo che “ai soldi del Fondo sanitario nazionale, ogni anno aggiunge di tasca propria oltre 800 milioni di euro per il sistema sanitario regionale. Il Veneto invece mette zero”. “Non è casuale che la Lombardia abbia ridotto più di noi le liste d’attesa e che attragga maggiormente pazienti anche da fuori Regione, il che garantisce ulteriori risorse aggiuntive al sistema”.
