Inaugurato un nuovo sistema di monitoraggio per l’area critica del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Santorso

Grazie a un finanziamento di 170mila euro da parte della Fondazione Fabbricare Salute, l’area critica del Pronto Soccorso dell’ospedale di Santorso (VI), è stata dotata di nuove e modernissime apparecchiature di monitoraggio dei pazienti. Il nuovo sistema garantisce il trasferimento automatico e continuo dei dati clinici tra la centrale e i monitor presenti, con visibilità istantanea dei parametri vitali da postazioni centralizzate; la conservazione dei cablaggi e sensori durante gli spostamenti, riducendo tempi operativi, rischio di contaminazioni; la standardizzazione dei dispositivi dell’area rossa, che facilita la formazione del personale, semplifica i flussi di lavoro, e migliora le gestione tecnico-clinica del monitoraggio. Durante l’inaugurazione, ringraziando la Fondazione Fabbricare Salute per l’apporto e la collaborazione costante, l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin ha evidenziato la mole di accessi annui a questo pronto soccorso: qui – ha detto – arrivano 70 mila pazienti l’anno, pari a 190 al giorno, dei quali 40 in codice rosso che hanno bisogno di assistenza importante che ora, a Santorso è garantita anche ai massimi livelli tecnologici. La Fondazione ci ha dato un grande aiuto, al quale anche la Regione è pronta a rispondere, stanziando altri 100mila euro per installare le stesse dotazioni in tutto il pronto soccorso. Un Pronto Soccorso – ha aggiunto – è una sorta di un biglietto da visita per un ospedale. Un luogo dove le tecnologie vengono in aiuto anche del personale, impegnato spessissimo in situazioni di stress”. L’Assessore ha concluso ringraziando “tutto il personale per i sacrifici quotidiani e l’impegno per la salute dei malati” e ha sottolineato che “il capitale umano è il cuore pulsante dell’intero sistema sanitario” e che “in futuro sono prioritari gli investimenti su questo fronte”. “Come Regione – ha detto – siamo ben consci delle difficoltà in cui opera il nostro personale, per i carichi di lavoro, per le aggressioni che si fanno sempre più frequenti, per il burnout e stiamo compiendo ogni sforzo anche sul fronte del trattamento economico, come il cospicuo aumento dei fondi contrattuali (150 milioni di euro tra il 2024 e il 2026), con una particolare attenzione alle aree e ai servizi disagiati”.