“Uno stile di vita sano è fondamentale, ma non sempre sufficiente per contrastare l’insorgere del diabete”, dice il dottor Roberto Mingardi. “Alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e controllo del peso riducono in modo significativo il rischio di sviluppare diabete, soprattutto quello di tipo 2. – continua il dottor Mingardi – Tuttavia esistono fattori non modificabili, come la predisposizione genetica, l’età o alcune condizioni ormonali. Per questo la prevenzione non è solo “fare le cose giuste”, ma anche intercettare precocemente i segnali di rischio e monitorare nel tempo la situazione metabolica”. Il dottor Roberto Mingardi, medico chirurgo specializzato in Endocrinologia e in Diabetologia, da 23 maggio 2025 ha iniziato a collaborare con il GVDR (Gruppo Veneto Diagnostica e Riabilitazione), visitando nella struttura di Cadoneghe, in provincia di Padova. E in questa intervista sviscera tutto quello che c’è da sapere su questa malattia cronica.
Dottore, esiste una fase di pre-diabete dalla quale si può guarire?
Sì, ed è un messaggio molto importante. Il pre-diabete è una condizione in cui la glicemia è più alta del normale, ma non ancora nei valori del diabete. In questa fase si può tornare indietro, soprattutto intervenendo su alimentazione, attività fisica e peso corporeo. Non si parla di guarigione in senso assoluto, ma di una vera e propria finestra di opportunità in cui si può prevenire o ritardare l’evoluzione verso il diabete.
Quando si parla di diabete sappiamo che non ne esiste solo uno. È più grave il diabete di tipo I o il diabete di tipo II?
Sono due malattie diverse, non una più grave dell’altra. Il diabete di tipo I è una malattia autoimmune, che riguarda circa il 10% delle persone. In genere insorge nell’infanzia o nell’adolescenza e richiede insulina fin dall’inizio. Il diabete di tipo II è più frequente. Di solito questa malattia si presenta dopo i 30-40 anni, spesso legata a insulino-resistenza e stile di vita, e può iniziare in modo silenzioso. È la forma più comune di diabete e rappresenta circa il 90% dei casi di questa malattia. La causa è ancora ignota, anche se è certo che il pancreas è in grado di produrre insulina, ma le cellule dell’organismo sono incapaci di usufruirne. Entrambi, se non ben controllati, possono portare a complicanze importanti. La vera differenza la fa la qualità del controllo nel tempo, non l’etichetta del tipo…
L’intervista completa sarà disponibile su questo sito internet (area Rivista in pdf) oppure in formato cartaceo. Continua a seguirci per tenerti informato e aggiornato.
