Alzheimer: la connettività cerebrale nuovo paradigma per valutare l’efficacia dei farmaci

Negli ultimi mesi la ricerca sull’Alzheimer ha vissuto una svolta con l’approvazione di nuovi farmaci immunoterapici in grado di ridurre le placche di amiloide, una delle principali caratteristiche della malattia. I benefici clinici, però, restano modesti, aprendo il dibattito su come valutarne davvero l’efficacia. In questo contesto nasce lo studio, coordinato dall’Università di Padova e condotto con il Centro Ospedaliero Universitario di Losanna, Svizzera, e Chiesi Farmaceutici, che propone un cambio di prospettiva: considerare la connettività cerebrale, ossia il modo in cui le aree del cervello comunicano, come nuovo obiettivo terapeutico e misura chiave per i farmaci. «La connettività del

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Alzheimer. Il Veneto valuta il presente e studia il futuro. Stimati 70 mila malati.

Nella Regione Veneto nel 2024 i soggetti affetti da demenza che si rivolgono ai servizi risultano essere quasi 70.000, dati che gli esperti valutano siano sottostimati. Sono maggiormente interessate le donne (68% è di sesso femminile), e la maggior parte (98%) ha un’età superiore ai 65 anni. In Veneto i casi prevalenti stimati sono oltre 78.000 (Osservatorio demenze -ISS, 2024). Anche il numero di soggetti con declino cognitivo ad esordio precoce (prima dei 65 anni) è in progressivo aumento. Nella Regione Veneto sono attivi 37 Centri per il Declino Cognitivo e le Demenze (CDCD), centri specialistici di riferimento per la diagnosi

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Puntare su valutazioni rigorose per i nuovi farmaci contro l’Alzheimer

Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, è intervenuto alla presentazione dello studio Interceptor, che si sta tenendo all’Istituto Superiore di Sanità, sui biomarcatori che possono individuare le persone a maggior rischio di sviluppare demenza tra quelle che soffrono di un disturbo cognitivo lieve: “Tutti ci auguriamo che la ricerca e  ‘innovazione in campo farmacologico ci porranno di fronte, speriamo presto, a nuove opportunità di cura per” le patologie neurodegenerative. Vorrei però ribadire come è necessario avere valutazioni rigorose per quanto riguarda la sicurezza, l’efficacia, la spesa, l’impatto generale dei nuovi trattamenti sul miglioramento della qualità della vita di tutte le

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