Febbre emorragica del Congo, un caso in provincia di Treviso

La Direzione Prevenzione della Regione del Veneto informa che nella serata del 16 dicembre è stato comunicato dal Servizio Igiene Sanità Pubblica dell’Azienda Ulss 2 Marca trevigiana un caso sospetto di febbre con emorragia in una persona di 55 anni, rientrata di recente da un viaggio in Congo, residente a Trevignano (TV).

L’uomo purtroppo è deceduto. A quanto pare, il paziente non avrebbe avuto alcun contatto con personale sanitario né si sarebbe mai recato in ospedale dall’insorgenza dei sintomi fino al loro peggioramento. Non risulta che abbia seguito alcuna terapia farmacologica.

Sono in corso gli accertamenti diagnostici, che consentiranno di fare luce sull’eziologia della malattia, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Lazzaro Spallanzani” di Roma.

In attesa degli accertamenti diagnostici sono state comunque attivate tempestivamente le misure di sanità pubblica previste per questi casi, in accordo con il Ministero della Salute, l’Istituto Spallanzani e l’Istituto Superiore di Sanità.

È stato attivato il protocollo previsto, disponendo anche l’isolamento fiduciario domiciliare per l’unico contatto noto e avviando la relativa sorveglianza sanitaria.

I sintomi di questa malattia, che non è chiaro se sia del tutto nuova o meno, sono febbre, mal di testa, naso che cola, difficoltà respiratorie, tosse e anemia (cioè un numero insufficiente di globuli rossi nel sangue, per il trasporto di ossigeno), vomito. L’epidemia sarebbe iniziata il 24 ottobre nella zona sanitaria di Panzi, nella provincia di Kwango, ma le autorità sanitarie ne avrebbero avuto notizia solo ai primi di dicembre. I decessi sono stati registrati prevalentemente tra il 10 e il 25 novembre.