Tariffario, il Tar del Lazio lo annulla. Un anno per rimediare

“Il ricorso introduttivo del giudizio e i primi due motivi aggiunti sono improcedibili per sopravvenuta carenza di interesse; il terzo ed il quarto ricorso per motivi aggiunti sono fondati sotto l’assorbente profilo del difetto di un’idonea istruttoria a supporto delle singole scelte di determinazione tariffaria dell’amministrazione in relazione alle prestazioni assistenziali ambulatoriali per tutte le considerazioni svolte in precedenza e, conseguentemente, il DM 2024 (e i relativi allegati) deve essere annullato ai predetti sensi nella parte di interesse della ricorrente”. Il Tar Lazio ha annullato il nuovo tariffario per l’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica, rilevando gravi carenze istruttorie, mancata rilevazione aggiornata dei costi e assenza di confronto con le parti sociali.

L’annullamento però non avrà una ripercussione immediata. “L’annullamento in parte del DM 2024 e dei relativi allegati come sopra specificato, viene disposto con efficacia differita di 365 giorni a decorrere dalla data del deposito della predetta sentenza, anche al fine di consentire all’amministrazione di procedere alla rinnovazione dell’istruttoria”. Si dà cioè un anno di tempo al Ministero della Salute per rimediare.

“Il Tar del Lazio, annullando il nuovo tariffario nazionale per le prestazioni assistenziali ambulatoriali (decreto ministeriale 272 del 2024), accogliendo i ricorsi presentati dall’Uap, insieme ad Anmed, Aiop Sicilia, dà ragione a Uap: abbattuto il nuovo tariffario. Una vittoria per la sanità e per i pazienti”. Così in una nota all’ADN Kronos Mariastella Giorlandino, presidente Uap (Unione ambulatori, poliambulatori enti e ospedalità privata), che esprime “grande soddisfazione” per la decisione del Tar, che “rappresenta un risultato storico e conferma il ruolo di apripista svolto da Uap nella battaglia per un nomenclatore tariffario più equo, a tutela della sanità pubblica e privata, ma soprattutto dei pazienti, primi destinatari del diritto a cure di qualità”.