Successo per le giornate di Cardiologia Interventistica a Mirano

Una targa per ricordare i dieci anni della scomparsa di Pietro Pascotto. Una lettura magistrale per celebrare gli eroi della medicina. E poi sei sessioni di studio e la ormai consueta trasmissione di interventi in diretta dalle sale operatorie dell’ospedale di Mirano.

Sono stati tantissimi gli appuntamenti delle 27esime giornate di Cardiologia Interventistica Miranese, che si sono svolte il 28 e 29 novembre al Teatro Comunale di Mirano sotto la responsabilità scientifica del dott. Salvatore Saccà,  Direttore della UOC di Cardiologia dell’ospedale locale e con la collaborazione dell’Ulss 3 Serenissima, del Comune di Mirano, del Gise (Società Italiana di Cardiologia Interventistica), dell’ANMCO Veneto (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) e dell’Associazione Cuore Amico di Mirano.

Si è parlato di prevenzione primaria cardiovascolare, di casi clinici in cardiologia interventistica, di elettrofisiologia, dell’approccio farmacologico ad alcuni scenari clinici complessi.

“Una delle sessioni più intense – aggiunge il dott. Saccà – è stata quella dedicata all’Heart Team a 360 gradi: ormai le cardiologie degli ospedali Spoke, come Mirano, riescono a coprire una vastissima casistica, grazie all’innovazione tecnologica che ha permesso, negli ultimi dieci anni, l’adozione di strumentazione sempre più evoluta e mini-invasiva: tutto quello che eseguiamo nel nostro ospedale (interventi sulle valvole aortica, mitrale, tricuspide, ecc.) avviene con il paziente sveglio o in leggera sedazione. L’Heart Team rappresenta l’occasione per un confronto sulle strategie da adottare con i cardiochirurghi degli ospedali Hub (che restano lo sbocco fondamentale per le patologie più complesse)”.

Tra le novità presentate quest’anno, una nuova tecnica di denervazione renale per il trattamento dell’ipertensione arteriosa non controllabile con i farmaci.

Sabato 29 si sono vissuti anche due momenti molto emozionanti: la lettura magistrale del prof. Gaetano Thiene, già Direttore dell’Unità Operativa Complessa Patologia Cardiovascolare dell’Università di Padova, intitolata “Eligio Piccolo, Pietro Pascotto e Vincenzo Gallucci, la medicina ha bisogno di eroi”. Sono stati celebrati infatti i fondatori della scuola di cardiologia di Mirano, prima Piccolo e poi Pascotto, e l’autore – esattamente 40 anni fa, novembre 1985 – del primo trapianto di cuore in Italia, con un paziente proveniente proprio dalla Cardiologia di Mirano”.

Nei minuti successivi, è stata consegnata una targa in memoria di Pietro Pascotto, un luminare nel suo campo, riferimento indiscusso di tantissimi cardiologi veneti, che sarà affissa nel reparto di Mirano a dieci anni dalla sua scomparsa.

“L’evoluzione in cardiologia – aggiunge Saccà – rende questa specialità molto attrattiva. Ma paghiamo le medesime difficoltà degli altri reparti nel reperire personale medico e infermieristico. Nonostante questo, grazie alla bravura e alla dedizione di tutto il personale, dalla passione infusa dal primo all’ultimo operatore, riusciamo a far fronte ad una mole di lavoro enorme: effettu­iamo più di 3000 ricoveri e ben 17.000 prestazioni ambulatoriali all’anno, cir­ca 3000 interventi di emodinamica ed elettrofisiologia con tempi di degenza particolarmente bassi (4-5 giorni) rispetto alla media regionale, in totale sicurezza e appropriatezza”.

“Orgoglio del territorio e di tutta l’Ulss 3 Serenissima – sottolinea il Direttore Generale, Edgardo Contato – la Cardiologia di Mirano è reparto d’eccellenza, che ha saputo mantenere altissimo il livello del proprio operato, onorando così anche la storia importante che può vantare. Ha saputo e sa, inoltre, connettersi in rete, mettendo la propria eccellenza al servizio della rete intera dei nostri Ospedali, a sua volta migliorandosi in un dialogo e in una sinergia sempre più viva e vivace. Passa da qui, da un lavoro di connessione e di reciproco supporto, che esalta le qualità messe in campo e che nell’Ulss 3 è sempre più intenso, il futuro dei servizi sanitari più attenti ai cittadini”.